{"id":41892,"date":"2023-02-18T12:09:57","date_gmt":"2023-02-18T11:09:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41892"},"modified":"2023-02-18T12:09:57","modified_gmt":"2023-02-18T11:09:57","slug":"la-presunta-neutralita-del-governo-cinese-nella-guerra-russo-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2023\/02\/la-presunta-neutralita-del-governo-cinese-nella-guerra-russo-ucraina\/","title":{"rendered":"La presunta neutralit\u00e0 del governo cinese nella guerra russo-ucraina"},"content":{"rendered":"<p>di MAURIZIO SCARPARI<\/p>\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/cina-politica-lavori-diritti\/\">Osservatorio Cina<\/a> \u00bb <strong>Maurizio Scarpari: Sulla presunta neutralit\u00e0 del governo cinese nella guerra russo-ucraina<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-63433\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Maurizio Scarpari: Sulla presunta neutralit\u00e0 del governo cinese nella guerra russo-ucraina\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/maurizio-scarpari-sulla-presunta-neutralita-del-governo-cinese-nella-guerra-russo-ucraina\/\" rel=\"bookmark\">Maurizio Scarpari: Sulla presunta neutralit\u00e0 del governo cinese nella guerra russo-ucraina<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da Maurizio Scarpari\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/maurizio-scarpari\/\" rel=\"author\">Maurizio Scarpari<\/a> | 17 Febbraio 2023 | <a title=\"Comments for Maurizio Scarpari: Sulla presunta neutralit\u00e0 del governo cinese nella guerra russo-ucraina\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/maurizio-scarpari-sulla-presunta-neutralita-del-governo-cinese-nella-guerra-russo-ucraina\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-63437\" src=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/putin-e-xi.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"174\" \/><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Maurizio Scarpari<\/p>\n<p><strong>Sulla presunta neutralit\u00e0 del governo cinese nella guerra russo-ucraina<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa Cina elogia la posizione russa, che non ha mai escluso il ricorso a negoziati diplomatici per risolvere il conflitto\u201d nella piena consapevolezza che \u201cla strada dei colloqui di pace non sar\u00e0 priva di asperit\u00e0, ma che se le parti non molleranno, ci sar\u00e0 sempre una prospettiva di pace. La Cina continuer\u00e0 a mantenere una posizione obiettiva e giusta, lavorer\u00e0 per costruire sinergie nella comunit\u00e0 internazionale e svolger\u00e0 un ruolo costruttivo nella risoluzione pacifica della crisi ucraina.\u201d Queste parole, pronunciate da Xi Jinping il 31 dicembre 2022 nell\u2019ormai tradizionale colloquio in videoconferenza di fine anno con Vladimir Putin e riportate con gran risalto dai media cinesi, sintetizzano la posizione di Pechino sulla guerra in corso nel cuore dell\u2019Europa a oltre dieci mesi dal suo inizio. Non \u00e8 chiaro cosa si intenda con \u201cse le parti non molleranno, ci sar\u00e0 sempre una prospettiva di pace\u201d visto che, tranne un unico tentativo iniziale, abortito dopo alcuni inconcludenti incontri, non sono mai stati avviati negoziati di pace.<\/p>\n<p>Alle parole di Xi Jinping, riportate dall\u2019agenzia cinese Xinhua, fanno eco le parole del leader russo, diffuse dall\u2019agenzia Tass: \u201cDi fronte alle crescenti tensioni geopolitiche, l\u2019importanza del partenariato russo-cinese sta crescendo come fattore stabilizzante\u2026 Mosca e Pechino condividono la stessa visione circa le cause e il corso della trasformazione del panorama geopolitico, in difesa delle proprie posizioni di principio a protezione non solo degli interessi nazionali di entrambi, ma anche di tutti coloro che sostengono un ordine mondiale veramente democratico e il diritto dei paesi all\u2019autodeterminazione.\u201d Per \u201cordine mondiale veramente democratico\u201d si intende un ordine mondiale diverso dall\u2019attuale e non pi\u00f9 dominato dalle democrazie liberali di stampo occidentale. Cosa si intenda per \u201cveramente democratico\u201d se perseguito da Federazione Russa e Repubblica popolare cinese e a quali paesi si intenda garantire il diritto all\u2019autodeterminazione non \u00e8 dato sapere.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che il resoconto cinese tace \u00e8 un corollario di non poco conto: le condizioni pregiudiziali ritenute non trattabili da entrambe le parti per avviare un negoziato. La disponibilit\u00e0 da parte russa \u00e8 infatti sempre stata subordinata al riconoscimento preliminare dell\u2019annessione alla Federazione Russa, Stato sovrano aggressore, dei territori del Donbass e della Crimea, condizione che per l\u2019Ucraina, Stato sovrano aggredito, equivarrebbe a una vera e propria resa, con conseguente perdita della propria integrit\u00e0 territoriale. L\u2019Ucraina si dichiara a sua volta disponibile ai negoziati di pace, ma a condizione che le truppe russe lascino preliminarmente il paese, Donbass e Crimea inclusi. Le due posizioni sono intransigenti e inconciliabili, creando una situazione di stallo da cui non si intravede una via d\u2019uscita: nessuna delle due parti, infatti, crea i presupposti per l\u2019avvio di un percorso di pace. Presentare la situazione nei termini riportati dall\u2019agenzia Xinhua, arrivando a \u201celogiare\u201d la disponibilit\u00e0 di Mosca senza per\u00f2 indicare la condizione che rende di fatto impraticabile l\u2019avvio di ogni forma di dialogo, \u00e8 mistificatorio e fuorviante; il comunicato serve solo a sostenere la narrazione russa (anti-americana, anti-europea, anti-Nato e, pi\u00f9 in generale, anti-occidentale) fatta propria <em>verbatim<\/em> dal governo cinese fin dallo scoppio della guerra e rimbalzata a uso propagandistico non solo attraverso i media cinesi, ma anche quelli occidentali, grazie all\u2019influenza esercitata dalle agenzie cinesi sulle tesate di mezzo mondo, anche italiane, come da pi\u00f9 parti denunciato (ad esempio, dal rapporto dell\u2019Istituto Affari Internazionali di Roma del 2021 curato da Francesca Ghiretti e Lorenzo Mariani, <em>One Belt One Voice: i media cinesi in Italia<\/em>).<\/p>\n<p>Fin dall\u2019inizio della guerra il governo cinese non ha preso una posizione critica sul conflitto se non, con un breve e unico accenno, nella primissima fase, quando ancora Pechino credeva che il blitz russo in Ucraina sarebbe stato di breve durata, com\u2019era avvenuto nel 2014 in Crimea, e i seimila cittadini cinesi che vivevano nel paese non avevano ancora fatto ritorno a casa. La posizione cinese \u00e8 da sempre definita, da governo e corpo diplomatico, \u201caperta, trasparente e coerente\u201d oltre che \u201cobiettiva e giusta\u201d, volta a \u201csvolgere un ruolo costruttivo per risolvere la crisi a modo nostro\u201d, senza per\u00f2 mai spiegare in cosa consistesse quel \u201ca modo nostro\u201d e, soprattutto, senza che vi fosse mai un atto concreto che dimostrasse la reale volont\u00e0 di impegnarsi in un ruolo di mediazione, come da pi\u00f9 parti veniva chiesto. Quale candidato migliore si sarebbe potuto immaginare nel ruolo di Grande Mediatore se non Xi Jinping, in virt\u00f9 dell\u2019autorevolezza e del peso internazionale riconosciutigli, degli ottimi rapporti di amicizia che lo legano a Vladimir Putin (\u201cil mio migliore amico\u201d a livello internazionale) e dei consistenti interessi economici, commerciali e politici che la Cina ha tessuto sia con la Federazione Russa che con l\u2019Ucraina, snodo di transito essenziale lungo la Via della Seta? Il solo passo significativo, la cui portata sar\u00e0 tutta da verificare se la situazione dovesse precipitare, \u00e8 stato compiuto in occasione del 22\u00b0 summit del Council of Heads of State of the Shanghai Cooperation Organization (SCO) tenutosi a Samarcanda, nello Uzbekistan, a met\u00e0 settembre 2022 quando Xi ha fissato la linea rossa, a suo giudizio, invalicabile: il ricorso alle armi nucleari, che peraltro l\u2019Ucraina non possiede. La cosa sorprendente \u00e8 che, al di l\u00e0 della retorica politica, nella realt\u00e0 il governo cinese nulla ha fatto, sta facendo e, di questo passo, far\u00e0 di concreto per cercare di favorire una situazione che possa fermare una guerra che sta distruggendo un paese sovrano, destabilizzando mezzo mondo e facendo soffrire milioni di esseri umani, direttamente o indirettamente vittime del conflitto e delle sue ricadute economiche. Evidentemente esistono delle ragioni per mantenere lo <em>status quo<\/em>, almeno per il momento.<\/p>\n<p><em>Vantaggi economici-commerciali<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 un fatto che in pochi mesi la Cina ha visto crescere l\u2019interscambio commerciale con la Russia del 50%, e si prevede che esso aumenter\u00e0 ancor pi\u00f9 nel prossimo futuro, a dimostrazione dei grandi risultati ottenuti nell\u2019ambito della nuova collaborazione, definita \u201cla migliore di sempre\u201d, che lega i due leader e i due paesi. La Russia \u00e8 ormai per la Cina il secondo fornitore di metano via gasdotto e il quarto per quanto riguarda il gas liquefatto, nonch\u00e9 il principale esportatore di greggio, primato sottratto all\u2019Arabia Saudita, penalizzata dal forte sconto concesso agli amici cinesi dai fornitori russi. \u00c8 inoltre stato siglato un accordo per la realizzazione di un nuovo gasdotto, denominato Power of Siberia 2, che collegher\u00e0 la Russia alla Cina attraverso la Mongolia e che, quando sar\u00e0 pronto nel 2030, sar\u00e0 in grado di trasportare fino a 50 miliardi di metri cubi di metano all\u2019anno, ovvero 1,3 volte in pi\u00f9 di quanto trasportato dal gasdotto Power of Siberia (38 miliardi di metri cubi all\u2019anno) realizzato tra il 2014 e il 2019 dalla societ\u00e0 cinese China\u2019s National Petroleum Corp (Cnpc) e dalla compagnia statale russa Gazprom per compensare le mancate forniture all\u2019Europa causate dalle sanzioni imposte alla Federazione Russa per l\u2019invasione della Crimea del 2014. L\u2019interscambio riguarda per\u00f2 anche altri prodotti, sia agricoli sia tecnologici e <em>dual-use<\/em> (che hanno cio\u00e8 sia impiego civile che militare, come ad esempio chip, pezzi di ricambio o droni muniti di sofisticati sistemi di telecamere che possono fungere da droni-spia), necessari all\u2019esercito russo per equipaggiare le truppe o riparare i propri mezzi di terra, di aria e di mare, secondo un\u2019indagine riportata dal <em>Wall Street Journal<\/em> (4 febbraio 2023). L\u2019Ambasciata cinese a Washington ha prontamente smentito, ma non poteva fare altrimenti: se il sostegno cinese al suo migliore alleato venisse confermato anche sul piano delle forniture militari, le aziende statali cinesi coinvolte incorrerebbero in sanzioni e la posizione cinese si aggraverebbe. Si darebbe per\u00f2 finalmente un contenuto all\u2019espressione, mai definita nel dettaglio, \u201cpartenariato senza limiti\u201d pi\u00f9 volte ribadita dalle autorit\u00e0 russe e cinesi fin dall\u2019inizio della \u201coperazione militare speciale\u201d per caratterizzare il rapporto di collaborazione tra le due superpotenze.<\/p>\n<p>Ancora una volta, com\u2019era avvenuto nel 2014 dopo l\u2019annessione russa della Crimea, la Cina si \u00e8 prontamente sostituita ai paesi europei per colmare le perdite economiche causate dalle sanzioni, limitandone di fatto l\u2019impatto e assicurandosi in questo modo forniture miliardarie per i prossimi trent\u2019anni a prezzi di favore. La Cina non \u00e8 il solo paese ad aver beneficiato dell\u2019occasione, altri tra i cosiddetti paesi non allineati hanno cercato di trarre vantaggio dalla situazione di isolamento in cui si \u00e8 trovata la Russia rispetto ai paesi occidentali, ma di certo ad averne tratto il beneficio maggiore \u00e8 stata la Cina. Per la Federazione Russa, che sta sempre pi\u00f9 diventando sino-dipendente, si \u00e8 creata una situazione estremamente pericolosa. La \u201camicizia senza limiti\u201d e \u201csolida come una roccia\u201d annunciata il 4 febbraio a Pechino in occasione dell\u2019inaugurazione dei giochi olimpici invernali, tappa essenziale di Putin per avere il via libera alla \u201coperazione speciale\u201d contro l\u2019Ucraina da parte di Xi Jinping (la Nato aveva gi\u00e0 assicurato che non sarebbe intervenuta, non essendo l\u2019Ucraina un suo paese membro), potrebbe presto rivelarsi una \u201camicizia subordinata\u201d e, in quanto tale, meno solida di quanto oggi si voglia far credere. Quel \u201cvia libera\u201d concesso a Putin \u00e8 una responsabilit\u00e0 che Xi Jinping non pu\u00f2 negare o minimizzare, ma che si \u00e8 rivelata vantaggiosa, non solo sul piano commerciale. La Russia \u00e8 un paese vastissimo, la sua superficie \u00e8 quasi doppia di quella cinese, ma la sua popolazione e il suo prodotto interno lordo, pur in presenza di giacimenti immensi di gas naturale, petrolio e carbone, sono appena un decimo di quelli cinesi. Il \u201cfratello maggiore\u201d di un tempo sembra sempre pi\u00f9 un \u201cfratello minore\u201d che prima o poi sar\u00e0 richiamato all\u2019ordine. Difficile immaginare che Putin e Xi Jinping, oggi accumunati dall\u2019obiettivo di trasformare l\u2019attuale ordine mondiale in un ordine pi\u00f9 \u201cdemocratico e giusto\u201d, condividano la stessa visione del nuovo mondo e delle relazioni tra stati che intendono creare. Al nuovo assetto geopolitico sembrano aderire, probabilmente con finalit\u00e0 diverse, anche la Corea del Nord e l\u2019Iran, importanti fornitori di missili e droni alla Federazione Russa. Alcuni osservatori internazionali ritengono improbabile che il governo coreano possa vendere missili in quantit\u00e0 senza il beneplacito del governo cinese, vista la forte dipendenza commerciale e il rapporto privilegiato tra i due paesi. Se un nuovo ordine mondiale dovr\u00e0 esserci sar\u00e0 verosimilmente a trazione cinese, e le altre nazioni, la Federazione Russa <em>in primis<\/em>, dovranno accettare ruoli di vassallaggio economico e politico.<\/p>\n<p>I vantaggi per la Cina sono dunque molteplici. La \u201cdistrazione\u201d creata da Putin in Europa consente al governo cinese di concentrarsi indisturbato su problemi interni di non poco conto, a partire dall\u2019enorme debito pubblico, sia a livello centrale che locale, dalla crisi di alcuni settori chiave dell\u2019economia, primo fra tutti quello immobiliare, dalla crescente disoccupazione soprattutto tra i neo-laureati, dalle disfunzioni del sistema demografico, dal diffuso malcontento popolare e dai danni causati dalla rigida politica \u201czero-Covid\u201d e da quelli che sta provocando il repentino cambiamento di linea sulle restrizioni indotto dalle proteste scoppiate in numerose citt\u00e0 che, per la prima volta, hanno messo in seria discussione l\u2019operato del partito comunista e la figura dello stesso Xi Jinping. Si consideri inoltre che gli obiettivi di natura ideologica, strategica e geopolitica condivisi con la Federazione Russa collimano su molti fronti, Putin sta solo accelerando i tempi previsti dal governo cinese, ricorrendo a modi che forse Pechino non avrebbe mai messo in campo. Si potrebbe dire che Putin stia facendo il lavoro sporco, meglio dunque stare alla finestra, concentrandosi sui numerosi problemi interni e riorganizzando il paese dopo tre anni di chiusura obbligata per ragioni sanitarie, rigido controllo della popolazione e blocco della filiera commerciale con grave danno per i comparti produttivi, logistici e dei trasporti, cercando di cogliere le opportunit\u00e0 quando appaiono e adeguando le strategie di breve e medio termine ai nuovi scenari man mano che si prospettano. In questo modo, il protrarsi delle ripercussioni della guerra offre alla Cina l\u2019opportunit\u00e0 di presentarsi al mondo come \u201cnazione pacifica e responsabile che non interferisce nelle questioni di altri paesi sovrani\u201d \u2013 principio inviolabile da sempre, ma stranamente ignorato nel caso dell\u2019invasione dell\u2019Ucraina \u2013 e che \u201copera a suo modo\u201d per favorire la pace. Una postura di neutralit\u00e0 che nei fatti non esiste, ma che un\u2019abile campagna di disinformazione e propaganda vorrebbe comunque accreditarle, non senza un discreto successo. \u00c8 solo di recente che questa presunta neutralit\u00e0 \u00e8 stata alfine smascherata e messa in discussione anche dalle autorit\u00e0 ucraine.<\/p>\n<p><em>Vantaggi politico-militari<\/em><\/p>\n<p>La guerra russo-ucraina ha spostato l\u2019attenzione politico-militare del mondo occidentale dall\u2019Indo-Pacifico, il vero teatro di contesa tra Cina e Stati Uniti sul quale l\u2019amministrazione Biden avrebbe voluto concentrare le proprie energie dopo il disastroso ritiro dall\u2019Afghanistan nel maggio 2021 e l\u2019improvvido summit delle democrazie del 9 dicembre 2021 \u2013 che ha, di fatto, sancito la polarizzazione tra democrazie (110 quelle invitate, Taiwan inclusa, Cina e Russia escluse) e autocrazie \u2013causando pesanti ricadute sull\u2019Europa. A fine 2022 gli Stati Uniti e l\u2019Unione Europea hanno fornito armamenti e aiuti di varia natura all\u2019Ucraina per centinaia di miliardi di dollari, e altri ancora dovranno essere impegnati prima della fine del conflitto, sottraendo importanti risorse ai propri budget militari, e spostando mezzi e armamenti verso basi al di fuori degli Stati Uniti, mentre l\u2019esercito russo, secondo nel ranking degli eserciti pi\u00f9 potenti al mondo fino al 2021, ha rivelato tutti i suoi limiti, dimostrandosi inadeguato a reggere un conflitto di portata globale. Mentre gli eserciti in guerra si dissanguano, il governo cinese pu\u00f2 continuare l\u2019opera di potenziamento e ammodernamento delle proprie forze armate (prima della guerra l\u2019esercito cinese era terzo nella graduatoria degli eserciti pi\u00f9 potenti, ora \u00e8 di gran lunga il secondo), riducendo pi\u00f9 velocemente di quanto programmato il gap che ancora permane tra l\u2019esercito a stelle e strisce e l\u2019Esercito popolare di liberazione. Non a caso alcuni settori dell\u2019esercito a stelle strisce sono in fibrillazione, come dimostra il <em>memorandum<\/em> confidenziale reso pubblico dalla rete televisiva Nbc News e visionato dal <em>Financial Times<\/em>, che il Pentagono ha confermato essere autentico, con cui il generale a quattro stelle Mike Minihan, capo dello US Air Mobility Command ed ex numero due del Comando Indo-Pacifico delle forze armate Usa, mette in allerta i suoi comandanti ritenendo possibile una escalation militare tra Stati Uniti e Cina gi\u00e0 nel 2025, in seguito alla possibile invasione di Taiwan. Sia che si tratti di preoccupazioni fondate, sia che siano azioni di disturbo o provocazioni create per valutare la reazione dell\u2019avversario, di certo la situazione tra le due superpotenze si fa sempre pi\u00f9 tesa e delicata, per non dire pericolosa.<\/p>\n<p><em>Nessuna neutralit\u00e0<\/em><\/p>\n<p>Alla luce di tutto ci\u00f2, appare evidente che la presunta \u201cneutralit\u00e0\u201d (per alcuni \u201cambiguit\u00e0\u201d) finora accreditata dalla maggior parte dei media occidentali e italiani in particolare \u00e8 frutto di una narrazione distorta, o quanto meno superficiale o dettata da una speranza che non ha alcuna relazione con la realt\u00e0 e che nega ogni evidenza. Se ci si limitasse al semplice esame dei fatti, a cos\u00ec grande distanza da quel famigerato 24 febbraio 2022 non si pu\u00f2 non convenire che il governo cinese appoggi subdolamente, ma inequivocabilmente, la politica di aggressione della Federazione Russa all\u2019Ucraina, condividendone le motivazioni ideologiche e politico-strategiche, nonch\u00e9 le finalit\u00e0, e traendone cospicui benefici sul piano strategico, economico e militare. La fornitura di mezzi militari e armi pesanti sembrerebbe per ora esclusa, ma le ricorrenti manovre militari congiunte nei cieli e sui mari di mezzo mondo non contribuiscono certo a rasserenare il clima, n\u00e9 migliorano l\u2019immagine della Cina come paladina della pace. Il <em>tuor<\/em> di met\u00e0 febbraio del capo della diplomazia cinese in Europa Wang Yi non ha affatto tra i suoi obiettivi quelli di esaminare o addirittura proporre una mediazione o una soluzione alla guerra russo-ucraina, sarebbe ingenuo solo pensarlo: su questo tema Wang Yi si limiter\u00e0 a ripetere le solite affermazioni prive di sostanza a cui il governo cinese ci ha abituati da un anno e a suggerire ai rappresentati dei paesi dell\u2019Unione Europea di rendersi indipendenti dagli Stati Uniti. Il vero obiettivo \u00e8 rimettere in moto gli affari, rilanciare il Comprehensive Agreement on Investment (Cai) da troppo tempo rimasto al palo dopo le tensioni tra Unione Europea e governo cinese sui diritti civili nello Xinjiang, i progetti sulla Via della seta interrotti dal Covid, dalla politica zero-Covid attuata unilateralmente dai cinesi, dalla guerra russo-ucraina e da problemi di malfunzionamento di vario tipo, e non ultimo il rinnovo del controverso <em>Memorandum of Understanding<\/em> firmato tra il governo cinese e il secondo governo Conte che, com\u2019era facilmente prevedibile, non ha mai funzionato e che comunque dovr\u00e0 essere rinnovato il prossimo anno (ma questo riguarda solo l\u2019Italia, e la premier Meloni sembrerebbe, almeno stando alle sue dichiarazioni pre-elettorali, nettamente contraria). Insomma, come al solito sono esclusivamente motivazioni di carattere economico a spingere Wang Yi alle porte del teatro di guerra, non la guerra in quanto tale, che sembra essere interessare ben poco il governo cinese, tantomeno Wang Yi, essendo considerato un problema del tutto regionale e di secondo ordine per il governo cinese. Sembra.<\/p>\n<p>Nel settembre del 2014, nel discorso inaugurale che tenne al Simposio Accademico Internazionale in commemorazione del 2565\u00b0 anniversario della nascita di Confucio tenutosi a Pechino davanti a centinaia di accademici e intellettuali cinesi e stranieri, Xi Jinping, nei tanto amati panni del <em>junzi<\/em>, l\u2019ideale confuciano dell\u2019intellettuale che \u201cnon sopportando la sofferenza degli altri\u201d opera con tutto s\u00e9 stesso per il bene comune, afferm\u00f2 che \u201cla pace \u00e8 un concetto profondamente radicato nello spirito della nazione cinese, ed \u00e8 per la Cina il fondamento delle relazioni internazionali\u2026 La Cina \u2013 aggiunse \u2013 ha bisogno della pace, ama la pace, e desidera impegnarsi al massimo per mantenere la pace nel mondo e aiutare con tutto il cuore la gente che ancora soffre a causa della guerra e della povert\u00e0.\u201d Parole che mal si conciliano con le immagini che quotidianamente vengono trasmesse dalle nostre televisioni, di violenze e uccisioni di civili da parte di truppe mercenarie costituite in buona parte da fanatici o da criminali fatti uscire dalle galere russe in cambio dell\u2019immunit\u00e0, e con i massicci bombardamenti che da mesi scaricano ogni giorno sulle abitazioni, sugli ospedali, sulle scuole e sulle centrali elettriche tonnellate di bombe e di missili (azione interdetta all\u2019esercito ucraino a cui \u00e8 vietato colpire il nemico aggressore al di l\u00e0 dei confini dello Stato), lasciando quella parte della popolazione che non \u00e8 fuggita dal paese al gelo, alla fame e nel terrore. Com\u2019\u00e8 possibile pronunciare parole di pace e di empatia per le sofferenze altrui e al tempo stesso stringere un patto d\u2019acciaio, dichiararsi \u201camici senza limiti\u201d e sostenere idealmente e fattivamente chi sta perpetrando questo brutale massacro di civili in Ucraina? E presentarsi in Europa per rilanciare gli accordi economici rimasti al palo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"shr_canvas2\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-arrow shareaholic-share-arrow-version-1 \"><\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading-text\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MAURIZIO SCARPARI (in collaborazione con www.inchiestaonline.it ) You are here: Home \u00bb Osservatorio Cina<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-41892","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41892","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41892"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41892\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41893,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41892\/revisions\/41893"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41892"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41892"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41892"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}