{"id":41898,"date":"2023-04-20T17:53:33","date_gmt":"2023-04-20T15:53:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41898"},"modified":"2023-04-20T17:53:33","modified_gmt":"2023-04-20T15:53:33","slug":"michele-bulgarelli-scuola-sanita-e-salari-le-priorita-della-mobilitazione-della-cgil-bolognese-a-130-anni-dalla-sua-nascita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2023\/04\/michele-bulgarelli-scuola-sanita-e-salari-le-priorita-della-mobilitazione-della-cgil-bolognese-a-130-anni-dalla-sua-nascita\/","title":{"rendered":"Michele Bulgarelli: &#8220;Scuola, sanit\u00e0 e salari, le priorit\u00e0 della mobilitazione della CGIL bolognese a 130 anni dalla sua nascita&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>a cura di TOMMASO CERUSICI (Fondazione Claudio Sabattini)<\/strong><\/p>\n<p><strong>in collaborazione con www.inchiestaonline.it<\/strong><\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/lavoro-e-sindacato\/\">Lavoro e Sindacato<\/a> \u00bb <strong>Michele Bulgarelli: \u201cScuola, sanit\u00e0 e salari, le priorit\u00e0 della mobilitazione della CGIL bolognese a 130 anni dalla sua nascita\u201d<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-63598\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Michele Bulgarelli: \u201cScuola, sanit\u00e0 e salari, le priorit\u00e0 della mobilitazione della CGIL bolognese a 130 anni dalla sua nascita\u201d\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/michele-bulgarelli-scuola-sanita-e-salari-le-priorita-della-cgil-bolognese-a-130-anni-dalla-sua-nascita\/\" rel=\"bookmark\">Michele Bulgarelli: \u201cScuola, sanit\u00e0 e salari, le priorit\u00e0 della mobilitazione della CGIL bolognese a 130 anni dalla sua nascita\u201d<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da Tommaso Cerusici\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/tommaso-cerusici\/\" rel=\"author\">Tommaso Cerusici<\/a> | 20 Aprile 2023 | <a title=\"Comments for Michele Bulgarelli: \u201cScuola, sanit\u00e0 e salari, le priorit\u00e0 della mobilitazione della CGIL bolognese a 130 anni dalla sua nascita\u201d\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/michele-bulgarelli-scuola-sanita-e-salari-le-priorita-della-cgil-bolognese-a-130-anni-dalla-sua-nascita\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-63601\" src=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/bulgarelli-foto-2-1.jpg\" alt=\"\" width=\"232\" height=\"130\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><strong>Michele Bulgarelli: \u201cScuola, sanit\u00e0 e salari, le priorit\u00e0 della mobilitazione della Cgil bolognese a 130 anni dalla sua nascita\u201d<\/strong><\/p>\n<p>a cura di <strong>Tommaso Cerusici<\/strong> (Fondazione Claudio Sabattini)<\/p>\n<p><em>Il 13 gennaio scorso il XX Congresso della Camera del Lavoro di Bologna ha eletto Segretario generale Michele Bulgarelli, gi\u00e0 Segretario dei metalmeccanici bolognesi dal 2017. Tommaso Cerusici lo ha intervistato per Inchiesta on-line, in occasione del 130\u00b0 anniversario della fondazione della Camera del Lavoro, dopo le conclusioni del Congresso nazionale della Cgil e della mobilitazione unitaria contro le politiche del Governo.<\/em><\/p>\n<p><em>Partirei proprio dal Congresso della Cgil appena concluso. Che valutazione ne dai?<\/em><\/p>\n<p>Il nostro congresso ha dimostrato che la Cgil \u00e8 l\u2019ultima grande organizzazione di massa presente nel nostro Paese. Solo la Fiom di Bologna \u2013 che ancora guidavo durante la fase congressuale \u2013 ha svolto pi\u00f9 di mille assemblee di base nei luoghi di lavoro. Nonostante un mondo del lavoro sempre pi\u00f9 frantumato, fra ricorso ad appalti e subappalti, precariet\u00e0, turni e smart working, abbiamo raggiunto pi\u00f9 lavoratori e iscritti possibile, discutendo con loro delle prospettive e del futuro della CGIL e, pi\u00f9 in generale, del sindacato.<\/p>\n<p>Il documento di maggioranza ha permesso di concentrarci su alcune priorit\u00e0, che hanno attraversato tutti i congressi: l\u2019emergenza salariale, la salute e la sicurezza sui posti di lavoro, la difesa dello stato sociale attraverso i due pilastri della sanit\u00e0 pubblica e della scuola \u201ccostituzionale\u201d, cio\u00e8 non schiacciata dalla ideologia del merito e dai processi di aziendalizzazione.<\/p>\n<p><em>Un congresso che \u2013 mi pare \u2013 ha rimesso al centro la partecipazione dei lavoratori\u2026<\/em><\/p>\n<p>La Cgil ha scommesso proprio su questo. Noi vogliamo costruire un\u2019alternativa alla passivit\u00e0 sociale, che \u00e8 l\u2019altra faccia dell\u2019altissimo livello di astensionismo che abbiamo visto anche alle ultime elezioni. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che i partiti di destra hanno indubbiamente vinto le elezioni non hanno comunque preso la maggioranza dei voti e, soprattutto, sono pi\u00f9 i cittadini che si sono astenuti che quelli che li hanno votati. Di tutto questo, di questi numeri, il Governo se ne dovrebbe sempre ricordare. La Cgil, quindi, prova a scommettere sul protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso una pratica radicale di democrazia, cio\u00e8 la democrazia come diritto dei lavoratori di votare sempre su ci\u00f2 che li riguarda oltre che sui propri rappresentanti. Dobbiamo affermare una democrazia intesa non come delega ma come responsabilizzazione.<\/p>\n<p><em>Questa scelta democratica ha riaperto anche una fase di mobilitazione contro le politiche economiche del Governo, con le assemblee e le manifestazioni\u2026<\/em><\/p>\n<p>Certamente, si avvia una fase di mobilitazione diffusa e, auspicabilmente, unitaria nei confronti del Governo. Si chiude il congresso e si torna alle assemblee nei luoghi di lavoro, avviando un processo di mobilitazione che non pu\u00f2 che partire dalla discussione e dall\u2019ascolto delle lavoratrici e dei lavoratori, perch\u00e9 di fronte alle tante emergenze c\u2019\u00e8 bisogno di un loro protagonismo, altrimenti rischiamo un processo di regressione e di imbarbarimento sociali. La strage di Cutro e il tentativo di criminalizzare la flotta civile nel Mediterraneo hanno segnato una parte del nostro percorso congressuale. Io non ho fatto un solo congresso in cui non venisse presentato dalle delegate e dai delegati un ordine del giorno a sostegno delle Ong sotto attacco da parte del ministro Piantedosi e di tutto il Governo. Inoltre siamo di fronte anche a processi evidenti di revisionismo storico, come l\u2019attacco alla dirigente scolastica del Liceo Da Vinci di Firenze \u2013 dopo l\u2019aggressione squadrista agli studenti \u2013 che ha prodotto una prima risposta di massa con la grande manifestazione che, a mio avviso, fa ben sperare sul fatto che esiste un Paese che non si rassegna.<\/p>\n<p><em>Hai nominato prima il grande tema della sanit\u00e0 pubblica. La mobilitazione unitaria come mira a coinvolgere anche questo settore?<\/em><\/p>\n<p>Il congresso ha sancito la maggiore consapevolezza da parte di tutta la Cgil delle fragilit\u00e0 del sistema sanitario. E sono fragilit\u00e0 \u2013 lo voglio dire in maniera molto netta \u2013 che sono state accentuate dalle privatizzazioni e dall\u2019impoverimento lavorativo che hanno investito quel settore negli ultimi anni. La sanit\u00e0 pubblica non \u00e8 stata considerata sufficientemente strategica da parte di chi ci governa, salvo poi svegliarci un giorno con una pandemia e scoprire improvvisamente che quel settore e quei lavoratori erano essenziali. Sono stati loro a tenere in piedi l\u2019Italia nel momento pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>Oggi mi sembra che, finita la pandemia, siano finite anche tutte le buone intenzioni. Non possiamo tornare indietro, perch\u00e9 a farne le spese sarebbero i cittadini e i lavoratori che rappresentiamo, soprattutto la parte pi\u00f9 esposta del nostro Paese: i ceti popolari, i lavoratori dipendenti e i pensionati, che sarebbero schiacciati dai processi di ulteriore privatizzazione della sanit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Rispetto al tema della sanit\u00e0, che situazione si vive a Bologna, in un settore cos\u00ec importante?<\/em><\/p>\n<p>Pi\u00f9 che di situazione bolognese parlerei di situazione regionale. Io penso che la sanit\u00e0 debba essere, insieme alla scuola, ai salari e alla sicurezza sul lavoro, il centro del nostro agire nel prossimo futuro. Nonostante l\u2019Emilia Romagna sia considerata una regione virtuosa, stiamo rischiando un avvicinamento a un modello come quello lombardo, centrato su alcune eccellenze ospedaliere e che per\u00f2 si dimentica della prossimit\u00e0 e della vicinanza a tante fragilit\u00e0 quotidiane. Di fronte al rischio del collasso del sistema sanitario (anche nella nostra Regione) serve una risposta generale, che deve partire dai lavoratori del settore, avendo poi la capacit\u00e0 di generalizzarsi. Perch\u00e9 attorno ai lavoratori della sanit\u00e0, che devono trovare la forza e il coraggio di scioperare tutti insieme, dai dipendenti degli appalti ai medici passando per tutti gli operatori del settore, deve partire una mobilitazione che richieda anche elementi di coerenza dei comportamenti, a partire dalle pubbliche amministrazioni. Perch\u00e9 \u2013 bisogna avere il coraggio di denunciarlo \u2013 purtroppo troppe volte la sanit\u00e0 pubblica \u00e8 il primo soggetto che permette e favorisce processi di privatizzazione.<\/p>\n<p><em>Che soluzioni dovrebbero essere messe in campo allora? <\/em><\/p>\n<p>Innanzitutto ci vuole la solidariet\u00e0 tra tutti i lavoratori del settore, superando tutti i piccoli e grandi corporativismi. Il lavoratore degli appalti non pu\u00f2 avere una paga da fame; i dipendenti pubblici devono avere il giusto riconoscimento economico; servono inoltre politiche pubbliche per affrontare l\u2019emergenza abitativa, perch\u00e9 il rischio che abbiamo in una citt\u00e0 come Bologna \u2013 con affitti ormai vicini ai livelli di Milano \u2013 \u00e8 quello che i posti assegnati attraverso i concorsi pubblico vengano rifiutati a causa dei costi insostenibili della vita. A mio avviso \u00e8 necessaria anche l\u2019abolizione del numero chiuso per le facolt\u00e0 di medicina; cos\u00ec come ci dobbiamo impegnare tutte e tutti con rigore affinch\u00e9 il welfare aziendale sia integrativo e non sostitutivo della sanit\u00e0 pubblica. Io sono per\u00f2 convinto che nella societ\u00e0 ci siano gi\u00e0 oggi le forze per affrontare questa grande questione: a noi spetta il compito e la responsabilit\u00e0 di costruire la coalizione.<\/p>\n<p><em>Veniamo all\u2019altro tema che avevi posto: la scuola pubblica. Tra l\u2019altro ho letto recentemente di una vertenza contro una scuola privata bolognese che vuole chiudere e lasciare a casa tutti i lavoratori. Come sta evolvendo quella vicenda?<\/em><\/p>\n<p>La scuola \u00e8 l\u2019altra grande preoccupazione, che dobbiamo trasformare in una vertenza generale.\u00a0 Penso che oggi gli insegnanti debbano trovare il coraggio di difendere la loro professione, che deve essere adeguatamente retribuita, perch\u00e9 non \u00e8 con le gabbie salariali che si risolve il problema. Bisogna ridare dignit\u00e0 alla professione, ma bisogna ripartire da un protagonismo di quei lavoratori, che prendano coraggio del loro ruolo e del fatto che sono un asse portante del Paese. E va rimessa al centro la scuola pubblica, perch\u00e9 anche i fatti recenti di cronaca sindacale bolognese ci dimostrano che i finanziamenti pubblici alle scuole private sono sempre stati sbagliati.<\/p>\n<p>Vedere oggi, a Bologna, che una scuola privata gestita da un ordine religioso si permetta \u2013 dopo aver preso soldi pubblici dallo Stato e dal Comune \u2013 di chiudere, licenziando tutti gli insegnanti, creando problemi ai bambini che studiano e agli universitari che in quel convitto vivono, \u00e8 una cosa intollerabile. Sarebbe il primo soggetto privato, nella nostra citt\u00e0, che viola il Patto per il Lavoro e per il Clima, sottoscritto con la Regione Emila Romagna. A Bologna poi, citt\u00e0 dove \u00e8 stato vinto un referendum contro il finanziamento pubblico alle scuole private, sarebbe doppiamente intollerabile, confermando \u2013 peraltro \u2013 appieno la giustezza di quel voto, che voleva denunciare un sistema che appena pu\u00f2 segue solo la massima speculazione. Se fosse stata una multinazionale, tutti ci saremmo indignati. Quella vertenza non si pu\u00f2 non vincerla, per rispetto alle lavoratrici e ai lavoratori, per la storia del nostro territorio e per questo va raggiunto un accordo in linea con il Patto per il Lavoro e per il Clima.<\/p>\n<p><em>Hai posto il tema della democrazia e del protagonismo dei lavoratori rispetto alla mobilitazione. In giro per l\u2019Europa vediamo delle piazze che si riempiono \u2013 penso alla Francia sulla riforma delle pensioni, ma anche all\u2019Inghilterra dei mesi scorsi sui salari e l\u2019inflazione \u2013 ma in Italia questo non \u00e8 successo finora. Che spiegazione ti dai?<\/em><\/p>\n<p>Ho sempre seguito con grande interesse quello che succede in Europa, ma non penso che si possa generalizzare, perch\u00e9 si tratta di situazioni molto diverse l\u2019una dall\u2019altra. Da un lato ci sono vertenze molto dure sui salari, per gli aumenti, come in Germania e in Inghilterra. E questo ci segnala un punto preciso: le categorie della Cgil che stanno avviando le vertenze per i rinnovi dei contratti nazionali pi\u00f9 importanti, devono inserire nelle piattaforme \u2013 tra l\u2019altro in linea con quanto deciso al congresso, che ha affermato la necessit\u00e0 degli aumenti salariali a tutti i livelli \u2013 il superamento dell\u2019IPCA depurato dei beni energetici importati, affermando quindi la necessit\u00e0 di recuperare tutta l\u2019inflazione. Questo vale ancora di pi\u00f9 in un territorio come Bologna, dove di fatto la disoccupazione non c\u2019\u00e8 e le aziende si litigano la manodopera qualificata. Penso che le suggestioni che ci arrivano da Germania e Inghilterra possano quindi essere utili anche a noi in Italia.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato, in Francia, abbiamo invece uno scenario ben diverso: la resistenza contro un provvedimento del Governo, pi\u00f9 simile alla resistenza che mettemmo in campo ai tempi del Jobs Act, con tre scioperi generali della CGIL e della FIOM in pochi mesi. In Francia c\u2019\u00e8 per\u00f2 \u2013 secondo me \u2013 un movimento molto interessante, per due elementi: da un lato, la catalizzazione di un malcontento diffuso contro le elite, rappresentate da Macron, un po\u2019 quello che si era gi\u00e0 visto con la mobilitazione dei gilet gialli; dall\u2019altro, il protagonismo giovanile e studentesco nelle manifestazioni sulle pensioni, che \u00e8 oggettivamente una novit\u00e0.<\/p>\n<p><em>In Italia, anche sulla spinta della mobilitazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil, potrebbe ripartire una stagione di lotta?<\/em><\/p>\n<p>In Italia non siamo di fronte ad un provvedimento <em>monstrum<\/em> da abbattere, come in Francia. Siamo di fronte ad un Governo che si \u00e8 insediato e incomincia a dispiegare i suoi orientamenti di lungo periodo, un Governo molto saldo a differenza, per esempio, di quello francese, che non ha retto al voto in Parlamento e quindi \u00e8 dovuto ricorrere a una procedura speciale per approvare la riforma sulle pensioni. Mi sembra che in Italia, invece, il Governo goda di una maggioranza parlamentare molto forte. Il compito del sindacato \u2013 e io penso sia giusta la scelta della Cgil di ricercare fino in fondo l\u2019unit\u00e0 sindacale \u2013 \u00e8 quello di avviare una mobilitazione di lunga durata, che parta dai luoghi di lavoro, che ovviamente utilizzer\u00e0 lo sciopero generale nel momento in cui il Governo non dar\u00e0 risposta alle nostre richieste. Sapendo che il clima che si respira a livello globale non \u00e8 dei migliori, perch\u00e9 sono in corso repressioni dei movimenti sindacali e democratici in tutto il mondo: dalla Birmania, a Hong Kong, alla Thailandia al Per\u00f9, dalla Bielorussia alla Turchia. C\u2019\u00e8 un crescente autoritarismo, ma c\u2019\u00e8 anche una stagione dei movimenti che difendono lo stato di diritto e lo stato sociale, ad esempio in Israele e Francia. Penso che in Italia dobbiamo partire con questo spirito: dobbiamo difendere la democrazia, nata dalla Resistenza, anche contro i tentativi di manometterne l\u2019impianto istituzionale, con il mix perverso tra autonomia differenziata e presidenzialismo. Dobbiamo avere un ancoraggio valoriale forte e pretendere una democrazia che sia anche sociale. Non dimentichiamoci che nella nostra Costituzione \u00e8 incardinato il diritto di sciopero. Penso, quindi, che siamo di fronte alla necessit\u00e0 di costruire una mobilitazione di lunga durata e che serva mantenere coerenza e credibilit\u00e0 con i lavoratori. Una fuga in avanti rischia solo di indebolire il movimento sindacale sul medio-lungo periodo e non invece di favorirlo. Anche perch\u00e9 questo Governo punta a costruire un blocco sociale di riferimento anche nel mondo del lavoro, magari non in quello della grande fabbrica o del pubblico impiego, ma nella piccola impresa, tra gli artigiani e il lavoro autonomo.<\/p>\n<p><em>Siamo in una fase di guerra, anche se sembra che ci siamo tristemente abituati. La Cgil e il mondo cattolico sono stati tra i pochi a mobilitarsi fin da subito. Perch\u00e9 si fa cos\u00ec fatica a mobilitare le persone su questo tema?<\/em><\/p>\n<p>Voglio dire che la Cgil di Maurizio Landini, in particolare dopo l\u2019assalto alla nostra sede nazionale e durante il nostro ultimo congresso, ha ritrovato una centralit\u00e0 nel panorama sociale e politico del Paese. Anche a Bologna siamo ritornati a essere un punto di riferimento per tante e differenti mobilitazioni, che chiedono il nostro supporto e il nostro coinvolgimento: dalla comunit\u00e0 democratica brasiliana alle famiglie arcobaleno, dalla comunit\u00e0 dei giovani iraniani della diaspora al variegato mondo pacifista. Purtroppo per\u00f2 la guerra ormai \u00e8 considerata normale, quasi una seccatura da rimuovere dal discorso pubblico, di cui ci si rende conto solo quando gli effetti della guerra producono elementi negativi sulla vita di tutti i giorni. Dobbiamo, invece, renderci conto che siamo di fronte ad un processo di deglobalizzazione e di allontanamento tra le sfere economiche dei Paesi. Questo pu\u00f2 avere alcuni effetti di <em>reshoring <\/em>in determinati settori ma quello che mi preoccupa \u00e8 l\u2019effetto che questo potr\u00e0 avere su un gi\u00e0 debole movimento sindacale internazionale. Il rischio evidente \u00e8 il nazionalismo e la chiusura di ognuno nel proprio spazio nazionale, sapendo bene cosa questo ha prodotto nella storia.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi un tema di distanza con la politica, per esempio su cosa pensano davvero gli italiani sull\u2019invio delle armi. La stragrande maggioranza \u00e8 contraria \u2013 in base ai sondaggi \u2013 ma il Parlamento vota sempre in maniera compatta, quasi unanime, per l\u2019invio. Temo insomma che ci sia un processo grave di assuefazione, che si traduce anche in un rischio di ulteriore indebolimento della solidariet\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p><em>Avete da poco celebrato il centotrentesimo anniversario della fondazione della Camera del Lavoro di Bologna. Quali sono le ragioni della sua attualit\u00e0 anche dopo 130 anni di vita?<\/em><\/p>\n<p>L\u2019istanza alla base della nascita della Camera del Lavoro di Bologna, il 26 marzo 1893, ci riporta \u2013 130 anni dopo \u2013 alla necessit\u00e0 di avere un sindacato che si fonda sulla solidariet\u00e0, per riunire un mondo del lavoro frantumato a causa dalla scomposizione dei processi produttivi e della precarizzazione dei rapporti di lavoro. La Camera del Lavoro \u00e8 istanza di unit\u00e0 e di ricomposizione del mondo del lavoro, di studio e di ricerca, ma anche luogo di confronto con le amministrazioni pubbliche, di costruzione di relazioni con i movimenti della societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Proprio con questo spirito \u2013 quello di un sindacato generale e mai corporativo \u2013\u00a0\u00a0 a cinquant\u2019anni di distanza abbiamo voluto rileggere un accordo firmato dalla CGIL e dal Comune di Bologna (il 30 marzo 1973) in cui si diceva che il sistema delle imprese non poteva essere indifferente alle rivendicazioni sociali e, attraverso la contrattazione aziendale, le imprese dovevano farsi carico dei bisogni crescenti della classe lavoratrice. \u00c8 l\u2019accordo quadro che apre alla stagione dell\u20191% sociale.<\/p>\n<p>Pochi giorni fa, il 3 aprile 2023, abbiamo sottoscritto un accordo con il Comune di Bologna \u2013 denominato \u201cAccordo per la coesione sociale nella citt\u00e0 di Bologna\u201d \u2013 che, riprendendo lo spirito di 50 anni fa, afferma che di fronte all\u2019emergenza abitativa il sistema delle imprese deve dare un contributo effettivo nell\u2019ottica di una vera responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa.<\/p>\n<p>Dopo 130 anni la Cgil di Bologna \u00e8 quella che continua a studiare e sindacalizzare, a praticare una contrattazione inclusiva e di sito per aumentare i salari, a partire dagli appalti, perch\u00e9 l\u00ec si annida il lavoro povero e lo sfruttamento; ma \u00e8 anche la stessa organizzazione che continua a occuparsi di tematiche generali: la casa, la salute, la conoscenza. Dal particolare al generale, unendo e costruendo solidariet\u00e0 tra le persone che per vivere devono lavorare. Su queste basi siamo nati nel marzo del 1893 e, sulle stesse basi e con gli stessi valori, vogliamo continuare il nostro percorso consapevoli che c\u2019\u00e8 oggi pi\u00f9 che mai un grande bisogno di sindacato, e di un sindacato generale, mai aziendalista e corporativo, coerente, rivendicativo, contrattuale e democratico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di TOMMASO CERUSICI (Fondazione Claudio Sabattini) in collaborazione con www.inchiestaonline.it You are here:<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-41898","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41898","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41898"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41898\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41899,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41898\/revisions\/41899"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41898"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41898"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41898"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}