{"id":41959,"date":"2023-07-20T09:32:13","date_gmt":"2023-07-20T07:32:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41959"},"modified":"2023-07-20T09:32:13","modified_gmt":"2023-07-20T07:32:13","slug":"vita-da-schiavi-o-liberi-di-scegliere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2023\/07\/vita-da-schiavi-o-liberi-di-scegliere\/","title":{"rendered":"VITA DA SCHIAVI O LIBERI DI SCEGLIERE?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/imm.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-41960\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/imm-150x150.jpg\" alt=\"imm\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/imm-150x150.jpg 150w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/imm-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RECENSIONE SUL DOCUFILM \u201cAFTER WORK\u201d DI ERIK GANDINI<\/p>\n<p>Vivere per lavorare o lavorare per vivere? \u00c8 la provocazione e la sfida con la quale il regista Erik Gandini, apre il docufilm After Work, film inchiesta dedicato al futuro del lavoro.<\/p>\n<p>Il richiamo iniziale al mito di Chronos, Dio del Tempo, ci proietta immediatamente al tic tac delle lancette dell\u2019orologio della vita, al significato che ha per ciascuno di noi, lo scorrere del tempo \u00a0in rapporto al lavoro.<\/p>\n<p>A tal proposito i termini &#8220;Chronos&#8221; e &#8220;Kairos&#8221;\u00a0 definivano nell&#8217;immaginario greco il tempo in termini quantitativi e qualitativi , il regista sceglie\u00a0\u00a0 Chronos.<\/p>\n<p>La prima scena si apre nel meraviglioso giardino Monumentale di Valsanzibio a Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani nel quale siamo accolti \u00a0da un giardiniere,\u00a0 in realt\u00e0 \u00e8 il ricco proprietario che ci introduce al tema del film e la sua scelta\u00a0 esistenziale \u00e8 quella di dedicarsi al lavoro di giardiniere, un vero lavoro da giardiniere.<\/p>\n<p>E\u2019 quindi questo significato che dovrebbe indirizzarci , in generale, verso la scelta di un \u00a0lavoro? Si certamente, ma anche no. Non si pu\u00f2 non essere\u00a0 d\u2019accordo con l\u2019idea generale del regista, ciascuno di noi ha una propria storia, una formazione alla vita tutta originale e\u00a0 la stessa vita ci pone di fronte, non solo ai nostri desideri, alle nostre inclinazioni e ambizioni,\u00a0 ma\u00a0 ci pone di fronte al famoso\u00a0 \u201cprincipio di realt\u00e0\u201d, cos\u00ec definito dalla teoria psicoanalitica da S. Freud .<\/p>\n<p>Tale principio ci riporta al tema dei \u00a0limiti, di ordine interiore ed esteriore che ciascuno di noi incontra nel proprio\u00a0 percorso di vita e riferendoci al film che indaga su alcune zone del mondo, il tema dei limiti\u00a0 \u00e8 ancora pi\u00f9 eclatante, anche se una parte di mondo non viene quasi totalmente presa in considerazione. Un rimosso politico del regista?<\/p>\n<p>Ed ecco i paesi\u00a0 dell\u2019indagine : Corea Del Sud, Kuwait, Usa e Italia, democrazie mondiali e facente parti delle superpotenze.<\/p>\n<p>La prima voce che sentiamo \u00e8 quella cavernicola del grande Noam Chomsky \u00a0che annuncia : \u201cNel mondo di oggi, uno dei massimi traguardi nella vita \u00e8 avere un lavoro\u201d. Sta forse suggerendo che a breve il mondo totalizzer\u00e0 migliaia di poveri disoccupati? Visto che il tema delle Intelligenze Artificiali che rivoluzioner\u00e0 il mondo del lavoro e dell\u2019occupazione, \u00e8 il leitmotiv che accompagna il discorso del regista.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, la filosofa E.S Andersen dalla poltrona, gli far\u00e0 una sorta di controcanto in tutto il film, ricordandoci come occorra ormai abbandonare l\u2019ossessione calvinista del lavoro :\u201dquest\u2019idea che bisogna lavorare anche se non abbiamo bisogno\u2026ne sei dipendente?!\u201d.<\/p>\n<p>Nelle scene successive E. Gandini che si definisce di tradizione di sinistra, non lascia spazio al dubbio : &#8221; Se voglio sopravvivere o vivere devo lavorare&#8221;. E\u2019\u00a0 il messaggio che cogliamo\u00a0 dalle prime inquadrature del viso triste e melanconico della ragazza sudcoreana che\u00a0 osserva il proprio padre congelato e ripiegato al Pc che ci racconta di come la sua vita sia dedicata fin da giovanissimo alle 11-15 ore di lavoro quotidiane. Un padre work alcoholic e la propria figlia. Siamo in Sud Corea leader economica mondiale dei chips.<\/p>\n<p>E\u2019 lo stesso Padre che le ricorda come quella\u00a0 disciplina del\u00a0 \u201clavorare per sopravvivere\u201d \u00e8 ormai iscritta nel loro DNA , tramandata da generazioni vissute in fame, povert\u00e0 e sofferenza. Forse al benessere non ci si pu\u00f2 adattare cos\u00ec facilmente.<\/p>\n<p>Lo sguardo della figlia ci riporta per\u00f2 ad un\u00a0 \u201cAltrove desiderato\u201d, forse la speranza di maggiori attenzioni e rapporti con il proprio padre e gli affetti della famiglia? Oppure un\u00a0 \u201cAltrove\u201d che vedremo pi\u00f9 tardi trionfare nella generazione Neet \u00a0italiana e greca? Giovani spensierati a suon di spritz, spiaggia e divertimento che scopriamo essere il primato europeo di nulla facenti ma estremamente spensierati. Triste primato o urlo caotico di una generazione? Personalmente avrei bisogno di maggiori informazioni da coloro che fanno indagini pi\u00f9 dettagliate, ad esempio da dove provengono, et\u00e0, reddito, famiglia di provenienza, motivi dell\u2019abbandono degli studi, eccetera..<\/p>\n<p>Ma torniamo \u201call\u2019altrove desiderato\u201d dell\u2019altro protagonista \u00a0sud coreano, un\u00a0 giovanissimo lavoratore informatico\u00a0 che ci racconta con fatica e forse vergogna della sua malattia, dovuta\u00a0 alle troppe\u00a0 ore di lavoro quotidiane : \u201cLavoro, mangiare e dormire, la mia vita \u00e8 solo questo\u201d. I sintomi dei quali soffre in maniera importante sono ansia, depressione e attacchi di panico. Il giovane ragazzo non ne pu\u00f2 pi\u00f9, si arrende e si dimette, diventando un\u2019onta per la sua famiglia. Lo vedremo pi\u00f9 avanti nel film come questa rinuncia sofferta possa dare spazio ad altro.<\/p>\n<p>La Ministra del Lavoro del Sud Corea\u00a0 ci racconta come Il primariato di potenza mondiale, si traduca in un triste bollettino di suicidi, di bourn out e di crisi familiari . Lavorare in Sud Corea \u00e8 diventato un problema di salute pubblica, racconta la ministra, a tal punto che\u00a0 il governo , ha dovuto limitare e chiudere la connessione e il collegamento in tutti i luoghi di lavoro dalle ore 18.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque lo Stato che fa scattare le lancette \u201cdell\u2019orologio della vita\u201d e le ferma. Si sono inventati anche una pubblicit\u00e0 progresso : ora ci si dedica alla vita, ai figli, all\u2019amore, agli affetti, agli Hobby e nello schermo vediamo un ragazzo che si dedica alla pittura e una famiglia che cena felicemente con chiacchere e sorrisi.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 forse provare anche un pochino di invida, perch\u00e9 qui \u00e8 l&#8217;entit\u00e0 Stato che sovrasta l\u2019 Io individuale, sceglie per me, interrompe la macchina infernale dei tempi di lavoro , mi lascia vivere. Non devo scegliere , \u00e8 lo Stato a farlo per me ! Resta da capire se le giovani generazioni non desiderino scegliere individualmente cosa fare del proprio tempo.<\/p>\n<p>Ma Confucio non ricordava tra le sue massime \u201cfai quello che ami e non lavorerai un solo giorno?\u201d.\u00a0 Non credo che l\u2019ideologia-religione confuciana possa rappresentare la subordinazione\u00a0 ai ritmi impossibili di lavoro dei cittadini sud coreani, mentre dalle testimonianze si evince che\u00a0 secoli di fame e povert\u00e0 si siano impressi e tramandati nelle generazioni. Lo racconta appunto il padre work alcoholic e la Ministra del Lavoro: \u201cAbbiamo\u00a0 vissuto centinaia di anni\u00a0 in fame e povert\u00e0.<\/p>\n<p>In un balzo arriviamo\u00a0 alla CASA MADRE, GLI USA, leader del capitalismo mondiale che affonda le proprie radici in un&#8217;etica del lavoro ereditata dalla religione protestante e nello specifico, il Calvinismo. Qui non si fugge dalla miseria, qui si crea l\u2019ideologia del Capitale e dell\u2019accumulazione.<\/p>\n<p>Sono talmente accaniti gli americani che rinunciano alle ferie , al godimento dell\u2019ozio. I dati del 2018 ricordano che i lavoratori americani hanno rinunciato a 768 milioni di giorni di vacanza! Per loro, il\u00a0 piacere \u00e8 l\u2019accumulo di Paperon de Paperoni.\u00a0 \u00a0Il\u00a0 piacere si sposa in una sorta di \u00a0maniacalit\u00e0 sintetizzata\u00a0 dal Coach di impresa:\u201d I\u2019m Busy Busy Busy. I\u2019m so Busy &#8221; , frase ripetuta pi\u00f9 volte mentre gira tra le stanze di lavoro ! Una figura alquanto bizzarra il coach e che a tratti \u00a0scoccia, ma ci\u00a0 \u00e8 appare meno terribile di Jack Torrance del film Shining di S. Kubrick, magistralmente interpretato da J. Nicholson e nella sua prosa malata e ossessiva, \u00a0recitata \u00a0all&#8217;infinito :\u201c Il mattino ha l\u2019oro in bocca\u201d. Jack, vuol far fuori tutti!<\/p>\n<p>Approdiamo dunque nel paese dall\u2019ideologia del \u201c bisogna vincere ad ogni costo\u201d \u00a0e la rinuncia alle ferie diventa \u00a0motivo di orgoglio. Qui non esiste lo Stato, esiste il mercato e siamo anche sedotti dalle acrobazie del coach, che mentre parla trova il tempo di formare i suoi allievi, di allenarsi in palestra e di prepararsi ad una sorta di incontri di pugilato esistenziale. La sfida al destino fa parte del loro kit , qui si gioca \u201do tutto o niente\u201d. La musica accattivante, i ritmi incessanti , \u00e8 \u00a0quell\u2019allegria americana irresistibile. Gli americani hanno qualcosa di estremamente irresistibile, il talento e la sfacciataggine dell\u2019individualismo.<\/p>\n<p>Ma incontriamo altri personaggi che ci raccontano un altro lato di questo rapporto con il lavoro in America, come ad esempio la lavoratrice della logistica di Amazon, inizialmente motivata e impegnata quasi socialmente nel suo lavoro : \u201c consegno dei pacchi e so di fare del bene alle persone, sono felici nel vedermi arrivare\u201d . Quasi un lavoro socialmente utile.<\/p>\n<p>Ma la rivedremo pi\u00f9 tardi, tesa e triste per via dell\u2019incessante ridursi dei tempi di consegna dei pacchi : \u201cmi controllano\u00a0 con la video camera mentre guido, non ce la faccio, il mio lavoro non \u00e8 quello che pensavo all\u2019inizio\u201d. Ed anche in questo caso\u00a0 si presentano le dimissioni e la rivediamo giocare a palla con la sua famiglia in una delle ultime scene del film. \u00a0Gli Stati Uniti sono famosi da anni per il fenomeno delle dimissioni di massa che \u00e8 diventato recentemente anche bandiera di un pensiero della sinistra, nel promuovere forme di diserzione dal\u00a0 lavoro, attraverso appunto la rinuncia. Pensiero condivisibile, viste le paghe da fame e lo sfruttamento dei lavoratori e la perdita di alcuni diritti, fermo restando che sempre per il famoso principio di realt\u00e0, ci si pu\u00f2 domandare come faranno a vivere. E il futuro previdenziale , le forme di tutela nella malattia pagata o nella vecchiaia, chi ci pensa? I lavoretti o il working buyout non rispondono a questi bisogni reali. Ma soprattutto perch\u00e9 il regista non nomina il turnover continuo in questo paese, come i licenziamenti di massa e i cambi di lavoro costante?<\/p>\n<p>Arriva la voce\u00a0 di Y.N. Harari che tuona : \u201cl\u2019automazione liberer\u00e0 presto milioni di posti di lavoro \u00e8 molto peggio essere irrilevanti che sfruttati \u00a0e \u00a0risponde Elon Musk : \u201cse non c\u2019\u00e8 bisogno del tuo lavoro\u00a0 dove troveranno uno scopo le persone \u201c , \u00a0proponendo il reddito universale !. Lo stesso Musk che recentemente ha liquidato centinaia di migliaia di posti di lavoro. Forse pensa ad un salario minimo universale di schiavit\u00f9 esistenziale? Un piccolo reddito di mantenimento per dei poveri sfigati che saranno masse di persone?<\/p>\n<p>Ma arriviamo nella patria\u00a0 del reddito Universale, bandiera del KUWAIT ! In questo paese mentre cammini, il petrolio spruzza \u00a0da sotto i piedi, paese ricchissimo, nel quale i cittadini non hanno bisogno di produrre e di lavorare, siamo nell\u2019Eden nero, il petrolio. E quell\u2019Etica del Lavoro cos\u00ec presente nei racconti precedenti, qui in\u00a0 Kuwait, non la troviamo pi\u00f9, se non il senso di totale inutilit\u00e0 di molti lavoratori che vengono pagati dallo Stato per far finta di essere degli impiegati. Lavoratori che tutte le mattine di devono recare in uffici dall\u2019aspetto impersonale, non vissuti, ma per fare niente.<\/p>\n<p>Precipitiamo in una scena di Beckett\u00a0 e del teatro dell\u2019Assurdo, gli intervistati ci raccontano e ci presentano le loro giornate vuote ed inutili, lavoratori senza senso. In \u00a0questa dimensione sconfiniamo dall\u2019assunto inziale, il principio di realt\u00e0 viene ribaltato. Sono talmente protetti dalla ricchezza del petrolio che i cittadini di questo paese, di fame non moriranno mai, semmai possono soccombere per tristezza e \u00a0depressione, di non sapere che fare di s\u00e9. Ma questo \u00e8 da dimostrare, se soccombono o no, certo \u00e8 che appaiono molto infelici!<\/p>\n<p>Indirettamente, tornano alla mente anche le teorie di David Graeber e del famoso libro \u201cBullshit jobs\u201d , \u00a0dei lavori inutili che il sistema capitalistico produce. Libro da leggere e da discutere, perch\u00e9 sono invece certamente infelici in Kuwait e in tutto il mondo il 15 per cento degli schiavi a livello mondiale che il regista presenta come paradosso del reddito di base universale, cos\u00ec sbandierato anche dal \u00a0famoso antropologo. Tra parentesi, il reddito per tutti e tutte chi lo eroga?\u00a0 In quale modo dovrebbe germogliare e per quanto tempo? Li vediamo i ricchi del mondo seduti a Davos a decidere le paghette di quasi 6 miliardi di abitanti? Sono domande banali e provocatorie ma mi piacerebbe seriamente approfondire il discorso, sempre per il famoso principio di realt\u00e0.<\/p>\n<p>In Kuwait, lavorano solo i migranti, sfruttati e sottopagati, trattati \u00a0appunto da schiavi. E\u2019 il destino lavorativo ed esistenziale di chi migra in tutto il mondo. Questi migranti schiavi, sono i corpi appesi alle gru, le masse di persone che puliscono il pesce in stabilimenti agroalimentari o separano l\u2019immondizia negli stabilimenti della raccolta differenziata. Di questi personaggi non vediamo i volti, ma solo i corpi, ascoltiamo solamente una voce di donna che racconta di come per lei fare la schiava sia l\u2019unica possibilit\u00e0 di sopravvivenza.<\/p>\n<p>Per fortuna , arriva la voce di J. Varoufakis che finalmente ricorda come vi sia la necessit\u00e0 non del reddito universale che forse \u00e8 una favoletta per bambini ( questo lo dico io), ma una robusta \u00a0e pi\u00f9 equa redistribuzione mondiale delle ricchezze.<\/p>\n<p>Chiudo la riflessione a questa preziosissima opera di Erik Gandini, \u00a0con i personaggi dei miliardari italiani e gli schiavi ed in questa dicotomia che sembra riflettere il senso di realt\u00e0 che stiamo vivendo seppur in modo caotico come un cubo di rubik\u00a0 dalle tante letture.<\/p>\n<p>L\u2019ultima intervista alla famiglia dei miliardari italiani presa ad esempio nella scena finale del film, \u00e8 dedicata quasi interamente \u00a0alla moglie nulla facente e tutto facente. Un giorno \u00e8 una giardiniera, l&#8217;altro\u00a0 cambia gli zoccoli al cavallo, in un&#8217;altra giornata \u00e8\u00a0 una bravissima e finissima cuoca e il giorno dopo, le ricorda il marito, pu\u00f2 benissimo partire con un volo all\u2019estero! Entrambi ricchissimi ma stacanovisti, raccontano\u00a0 quanto sia importante lavorare, sul piano esistenziale, non hanno mai tempo e non possono annoiarsi. Entrambi fortemente contrari al reddito di base\u00a0 universale, impensabile vedere degli sfaccendati!<\/p>\n<p>Arrivo alle conclusioni, i miliardari sono un dato \u00a0stabile e vedono in aumento costante il loro reddito, come sono in aumento gli schiavi, gli immigrati e quelli che fanno i lavori sporchi, dei quali non vediamo i visi ma i corpi. Come sono in aumento i working poor, anche se in modo differenziato e stratificato nei vari paesi del mondo. \u00c8 vero che le IA cambieranno notevolmente il futuro del lavoro, ma a favore di chi e per cosa?<\/p>\n<p>Le conclusioni al film sono domande aperte, un senso di spaesamento e di grande caos . \u00a0Le risposte\u00a0 andrebbero forse cercate non tanto in una dimensione esistenziale, ma politica , perch\u00e9 al di l\u00e0 delle storie molto belle e sorprendenti che il regista presenta, l\u2019idea iniziale resta una domanda aperta e forse dalla risposta scontata: \u00e8 possibile scegliere il proprio lavoro e come impiegare il proprio tempo?<\/p>\n<p>Credo proprio di no, forse sarebbe importante ricordare che non esiste solo la tradizione calvinista , ma anche quella comunista e di sinistra che per un arco di tempo ci ha traghettato\u00a0 in una visione universalistica del\u00a0 lavoro e reddito per tutti e tutte, del diritto alla\u00a0 vita per tutti e tutte, del diritto alla salute per tutti e tutte, del diritto alla conoscenza e alla cultura per tutti e tutte. Tradizione che ha fatto sperare in un mondo diverso e pi\u00f9 giusto e che si \u00e8 auto eliminata, con la quale bisognerebbe ancora fare i conti e non solo vergognarsene.<\/p>\n<p>Un film da vedere!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anna Russo, psicologa psicoterapeuta, attivista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bologna 20 luglio 2023<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; RECENSIONE SUL DOCUFILM \u201cAFTER WORK\u201d DI ERIK GANDINI Vivere per lavorare<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[195,15,526,1,19],"tags":[387,1136,1137],"class_list":["post-41959","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-lavoro-ed-economia","category-no-profit","category-primo-piano","category-sindacato","tag-capitalismo","tag-etica-del-lavoro","tag-lavoratori"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41959","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41959"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41959\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41962,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41959\/revisions\/41962"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41959"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41959"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41959"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}