{"id":41968,"date":"2023-07-25T19:47:33","date_gmt":"2023-07-25T17:47:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41968"},"modified":"2023-07-25T19:50:40","modified_gmt":"2023-07-25T17:50:40","slug":"sotto-la-punta-delliceberg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2023\/07\/sotto-la-punta-delliceberg\/","title":{"rendered":"SOTTO LA PUNTA DELL\u2019ICEBERG"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_5907.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-41969\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_5907-150x150.jpg\" alt=\"IMG_5907\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_5907-150x150.jpg 150w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_5907-300x297.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_5907-1024x1014.jpg 1024w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_5907-50x50.jpg 50w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_5907.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo scorso 6 luglio in Arena Orfeonica a Bologna ho avuto il piacere e l\u2019onore di partecipare al Talk sorprendente dal titolo \u201cDi Necessit\u00e0.. Virt\u00f9\u201d, patrocinato dalla Festa dell\u2019Associazione Valore Lavoro e dedicato al tema \u201cDonne e Lavoro\u201d. Ho avuto la possibilit\u00e0 in questa occasione di portare di nuovo in scena e di aprire l\u2019evento con un estratto del monologo \u201cIl Risveglio\u201d scritto da Franca Rame e Dario Fo dal testo \u201cTutta casa, letto e chiesa\u201d del 1977. Una scena brillante che racconta, attraverso un insieme di partiture di azioni e abili trovate drammaturgiche, una donna stressata e sfiancata dal lavoro in fabbrica, dal lavoro di casa, dal lavoro di cura del figlio, dall\u2019essere moglie e dalla necessit\u00e0 di conciliare tutto questo. Siamo negli anni \u201870 ma il testo di Rame ci suona terribilmente attuale: a questa donna viene chiesto il triplo, il quadruplo dell\u2019impegno, della fatica, della responsabilit\u00e0, del lavoro e della presenza che viene chiesta al Luigi, il marito, l\u2019uomo della pi\u00e8ce.<\/p>\n<figure id=\"attachment_41970\" aria-describedby=\"caption-attachment-41970\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_5908.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-41970\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_5908-150x150.jpg\" alt=\"per vedere inquadra il qr code\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_5908-150x150.jpg 150w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_5908-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-41970\" class=\"wp-caption-text\">per vedere inquadra il qr code<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A seguito del monologo lo spazio scenico si \u00e8 trasformato in un semicerchio e dopo l\u2019introduzione di Angiolo Tavanti, presidente dell\u2019associazione Valore Lavoro, con la conduzione di Flavia Tommasini di TPO e CHEAP \u00e8 iniziato il Talk: le donne protagoniste che hanno raccontato le loro professioni erano Alice Guastaldini, esperta di vintage e redattrice radiofonica, Ginevra Barducci, marketing developer, sinologa e podcaster, MaaFlo, chef di cucina dal continente africano ed io, attrice e ballerina. La prima domanda per rompere il ghiaccio, tanto semplice quanto pungente \u00e8 stata \u201cChe lavoro fai?\u201d; personalmente non sono mai mancate le difficolt\u00e0 nel rispondere a questa domanda da quando mi sono diplomata come attrice professionista nel 2019, all\u2019inizio provavo un po\u2019 di imbarazzo nel dire a voce alta \u201cfaccio l\u2019attrice\u201d, un po\u2019 come se non sentissi di meritarmelo troppo, a volte preferivo rispondere con un generico \u201clavoro in teatro\u201d. Tuttavia la parte pi\u00f9 divertente arriva nelle domande successive che la gente pone dopo questo primo scambio, e le persone possono ribattere in svariati modi, dal classico \u201cS\u00ec, ma come lavoro cosa fai?\u201d, al \u201cMa allora sei famosa?\u201d, \u201cQuindi ti ho visto in televisione?\u201d, e poi ancora \u201cAh, anche mio figlio ha appena fatto la recita con la scuola\u201d oppure, soprattutto da quando abito a Bologna, \u201cQuindi fai il DAMS?\u201d. E\u2019 subito chiaro che questa confusione derivi dal fatto che il mestiere dell\u2019attore oggi in Italia non sia n\u00e9 riconosciuto n\u00e9 tutelato. A differenza di quanto si creda, per diventare attori bisogna studiare e professionalizzarsi esattamente come per diventare medici, ingegneri, professori ecc. In Italia ci sono molte scuole di recitazione ma poche di queste garantiscono una buona formazione, di solito le migliori sono o dovrebbero essere le scuole dei Teatri Nazionali, enti che prendono fondi dalla regione e dal FUS (Fondo Unico dello Spettacolo). Nel 2016 io ho avuto la fortuna di passare l\u2019audizione per la scuola di ERT, Emilia Romagna Teatro Fondazione e di avere cos\u00ec la possibilit\u00e0 di formarmi gratuitamente per tre anni e mezzo conoscendo vari attori e registi del panorama internazionale. Quando un allieva\/o attrice\/attore si diploma, per diventare poi professionista e prendere la paga da \u201cattrice\/attore\u201d deve arrivare a cento giornate lavorative; per alcune\/i questo non accade mai. Io avuto la fortuna e la possibilit\u00e0 di cominciare a lavorare subito per un teatro nazionale e avere cos\u00ec il mio stipendio mensile, sapendo e sentendomi dire tutti i giorni di essere una \u201cprivilegiata\u201d. In Italia oggi nessun* attrice\/attore campa solo di teatro se non quelli della vecchia guarda che sono grandi nomi e che riempiono le sale, se sei fortunata\/o fai una produzione due volte all\u2019anno, se ti va male arranchi da \u201ccane sciolto\u201d e accetti lavori sottopagati o non pagati. Quando vedete un\u2019attrice o un attore che recita un monologo voi state vedendo del suo lavoro la punta dell\u2019iceberg: il lavoro inizia quando si deve scegliere un testo da portare in scena, quando lo si adatta al contesto, quando si sistema la drammaturgia, poi si fa l\u2019analisi del testo, si studia dove appoggiare l\u2019intonazione perch\u00e9 la logica della frase sia giusta e fruibile, si impara il testo a memoria, dopo ci si mette in piedi e si fa la regia della scena, si puliscono i movimenti, si capisce cosa pu\u00f2 servire per la scena come oggettistica e a livello tecnico. Ho fatto una sintesi. Fare l\u2019attrice oggi in Italia significa ancora di pi\u00f9, significa capire come inserirsi in un sistema che non ha logiche alcune, significa fare pubbliche relazioni ogni volta che si vede uno spettacolo, significa crearsi il lavoro insegnando per esempio recitazione, organizzando laboratori per amatoriali, partecipando ai bandi; significa trovarsi i provini che sono quasi sempre truccati e significa, nel mio caso come in quello delle tante altre giovani attrici italiane, affrontare audizioni in cui i giudici sono quasi sempre uomini e over quaranta. Spostando adesso il focus sulla questione femminile, perch\u00e9 di questo si \u00e8 parlato nel Talk, vorrei riportare i numeri raccolti da Amleta, associazione di promozione sociale il cui scopo \u00e8 contrastare la disparit\u00e0 e la violenza di genere nel mondo dello spettacolo: in due anni l\u2019associazione ha raccolto 223 denunce di abusi, molestie e violenze sessuali; nel 93 per cento dei casi riguardano attrici, gli abusanti spesso sono registi. Oltre al gravissimo e grandissimo aspetto della violenza di genere anche nel settore dello spettacolo, le problematiche sessiste che riguardano le attrici dipendono anche dalla drammaturgia che per secoli ha creato grandi e tanti ruoli maschili e piccoli e pochi ruoli femminili, e poi la mancanza totale di un riconoscimento professionale da parte di chi sta sopra di noi e ci d\u00e0 lavoro, quindi quasi esclusivamente uomini. Questo ultimo aspetto si aggrava terribilmente se sei giovane. Durante il Talk \u00e8 stato chiaro fin da subito che queste problematiche riguardassero tutte noi, che riscontrassimo tutte le stesse difficolt\u00e0 e provassimo lo stesso tipo di paura, frustrazione e umiliazione. Tornando a Franca Rame, grandissimo tassello della storia del teatro italiano, un po\u2019 oscurata dalla figura di Dario Fo che, anche grazie a lei, ha vinto il premio Nobel, vorrei riportare quanto accadde nel 1973: un giorno di marzo l&#8217;attrice venne rapita e sequestrata da un gruppo di uomini fascisti. La tennero segregata per ore. La seviziarono e la violentarono. Cos\u00ec vollero punirla per il suo impegno politico, per essere una donna di sinistra. Un altro aspetto tanto importante quanto complesso del lavoro da attrice \u00e8 il \u201cfare politica\u201d attraverso il teatro: Rame \u00e8 l\u2019esempio massimo di questo, l\u2019attrice che parla con una voce profonda e tonante e usa parole taglienti che diventano armi \u00e8 potente ed \u00e8 pericolosa, \u00e8 scomoda e quindi va punita. Nel suo caso lo stupro. Nel caso delle tante giovani attrici italiane le umiliazioni, le manipolazioni, le molestie, i ricatti e il tenerci zitte, perch\u00e9 una donna che ha voce e sa come usarla \u00e8 sovversiva. Questa forte componente politica (e non partitica) la ritrovo in quanto donna anche nel mio secondo lavoro, quello da ballerina\/cubista. In questo caso c\u2019\u00e8 una totale mancanza di tutele dal punto di vista professionale e il mondo delle discoteche non \u00e8 dei migliori, questo perch\u00e9 ancora una volta i gestori dei locali, i responsabili sono quasi sempre uomini. Ballare su un cubo, in bikini o con un body scosciato, in maniera sensuale per lavoro \u00e8 un\u2019 importante azione di consapevolezza femminista. La cubista \u00e8 \u201cputtana\u201d (e uso ora questo termine con la comune accezione degradante) perch\u00e9 lo sguardo maschile la vede come tale, perch\u00e9 si parla di oggetto sessuale non di soggetto sessuale. Il corpo della ballerina in discoteca, come della donna per qualsiasi professione,\u00a0 appartiene solo a lei, ed \u00e8 lei che pu\u00f2 decidere chi e cosa vuole essere, quando essere pudica, rigida, seria e quando essere pazza, libera e puttana. Oltre a questo aspetto anche in questo caso si vede solo la punta dell\u2019iceberg perch\u00e9 per fare la ballerina serve un corpo forte e allenato, flessibile e creativo, e tutto questo lo si ottiene solo con lo studio, la pratica e ore di allenamento a scuola di ballo. C\u2019\u00e8 ancora molta strada da fare per essere riconosciute, tutelate, rispettate come professioniste e c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di parlare tanto di queste problematiche in modo da far vedere a chi sta fuori tutto quello che c\u2019\u00e8 sotto la punta dell\u2019iceberg.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Elena Natucci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Lo scorso 6 luglio in Arena Orfeonica a Bologna ho avuto<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[59,15,16,1],"tags":[1139,1138,1141,1140],"class_list":["post-41968","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-innovazione-politica","category-lavoro-ed-economia","category-news","category-primo-piano","tag-artisti","tag-donne-e-lavoro","tag-franca-rame","tag-precariato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41968","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41968"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41968\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41972,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41968\/revisions\/41972"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41968"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41968"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}