{"id":42073,"date":"2024-01-14T00:25:04","date_gmt":"2024-01-13T23:25:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=42073"},"modified":"2024-01-14T00:25:04","modified_gmt":"2024-01-13T23:25:04","slug":"maurizio-scarpari-taiwan-ribelle-nellanima-e-nella-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2024\/01\/maurizio-scarpari-taiwan-ribelle-nellanima-e-nella-storia\/","title":{"rendered":"Maurizio Scarpari: Taiwan ribelle nell&#8217;anima e nella storia"},"content":{"rendered":"<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/cina-politica-lavori-diritti\/\">Osservatorio Cina<\/a> \u00bb <strong>Maurizio Scarpari: Taiwan ribelle nell\u2019anima e nella storia<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-64087\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Maurizio Scarpari: Taiwan ribelle nell\u2019anima e nella storia\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/maurizio-scarpari-taiwan-ribelle-nellanima-e-nella-storia\/\" rel=\"bookmark\">Maurizio Scarpari: Taiwan ribelle nell\u2019anima e nella storia<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da Maurizio Scarpari\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/maurizio-scarpari\/\" rel=\"author\">Maurizio Scarpari<\/a> | 12 Gennaio 2024 | <a title=\"Comments for Maurizio Scarpari: Taiwan ribelle nell\u2019anima e nella storia\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/maurizio-scarpari-taiwan-ribelle-nellanima-e-nella-storia\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-64091\" src=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/foto-taipei-taiwan.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><em>Pubblichiamo con il consenso dell\u2019autore questo articolo di Maurizio Scarpari apparso su La Lettura del Corriere della Sera del 7 gennaio 2024.<\/em><\/p>\n<p><strong>Maurizio Scarpari, Taiwan ribelle nell\u2019anima e nella storia<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUma ilha formosa\u201d esclam\u00f2 il marinaio che, dopo aver disperato della propria salvezza, era scampato alla tempesta raggiungendo col suo galeone una baia protetta in un\u2019isola poco frequentata tra le tante del Mar Cinese meridionale. Al sollievo si aggiungeva lo stupore per la scoperta di una terra meravigliosa. Da allora, vuole la leggenda, Taiwan \u2013 attesa il 13 gennaio alle elezioni presidenziali e parlamentari \u2013 divenne per gli occidentali l\u2019isola di Formosa, \u201cl\u2019isola bella\u201d. Correva l\u2019anno 1544.<\/p>\n<p>L\u2019isola era ben nota ai cinesi della costa meridionale, ma veniva ignorata, di fatto, dalla corte imperiale. Fino al XIV secolo notizie su Taiwan e sulle isole dell\u2019arcipelago apparvero solo sporadicamente nelle cronache cinesi; persino le mappe e i resoconti di viaggio tendevano a confondere tra loro le terre \u201cal di l\u00e0 dei mari\u201d. Secondo lo storico Wong Young-tsu, la prima descrizione di Taiwan si trova nel <em>Daoyi Zhil\u00fce<\/em> (Breve descrizione dei barbari delle isole) del grande navigatore Wang Dayuan (1311-1350). A riprova di quanto radicato fosse il disinteresse per \u201cl\u2019isola bella\u201d, nonostante la sua posizione altamente strategica, valgano le parole di un funzionario di corte pronunciate subito dopo la conquista dell\u2019isola da parte della flotta imperiale Qing nel 1683: \u201cTaiwan \u00e8 semplicemente una palla di fango al di l\u00e0 dei mari, indegna delle nostre attenzioni, abitata da selvaggi nudi e tatuati, che non vale la pena difendere; investire sul suo sviluppo sarebbe uno spreco di denaro imperiale che non porterebbe ad alcun beneficio.\u201d Si dovette attendere sino al 1886 perch\u00e9 l\u2019isola diventasse provincia autonoma e Liu Mingchuan (1836-1896), il suo governatore, progettasse di trasformarla nell\u2019avamposto tecnologico dell\u2019impero. Obiettivo raggiunto, visto che vi venne aperto il primo ufficio postale, attivata la prima linea telefonica dell\u2019impero e inaugurata la prima ferrovia costruita interamente da cinesi. Tale impostazione avrebbe segnato il futuro dell\u2019isola.<\/p>\n<p>Fino ad allora Taiwan era stata meta di pescatori e rifugio delle navi corsare che pattugliavano le rotte verso i porti cinesi e giapponesi. Abitata da popolazioni di origine austronesiana fin dalla pi\u00f9 remota antichit\u00e0, tra il 4000 e il 3000 a.C. Taiwan fu la culla della cultura neolitica di Dapenkeng e il fulcro di consistenti flussi migratori verso Filippine, Asia sud-orientale, Madadascar e, a est, verso Micronesia, Melanesia e Polinesia. La particolare configurazione orografica \u2013 il 70% del territorio \u00e8 montuoso, con pi\u00f9 di 200 vette che superano i 3 mila metri di altezza \u2013 ha determinato un forte isolamento dei gruppi etnici autoctoni, favorendo la formazione di comunit\u00e0 autonome e lo sviluppo e preservazione di peculiarit\u00e0 linguistiche, religiose, rituali distinte difficilmente comparabili in una prospettiva etnologica. Attualmente nell\u2019isola vivono poco pi\u00f9 di mezzo milione di aborigeni, suddivisi in diversi gruppi e sottogruppi, su un totale di oltre 23 milioni di abitanti.<\/p>\n<p>La costa ovest consentiva due soli approdi, mentre la costa est era resa impervia dalle forti correnti e dalla sua conformazione rocciosa, caratterizzata da imponenti scogliere a picco sul mare. Solo dal XV secolo le navi cinesi furono in grado di raggiungere Taiwan con regolarit\u00e0, favorendo l\u2019insediamento di pescatori, contadini e mercanti, attratti questi ultimi dalla possibilit\u00e0 di aggirare le rigide politiche isolazioniste messe in atto durante la dinastia Ming (1368-1644) per limitare il commercio marittimo, la creazione di nuovi insediamenti costieri e le scorribande dei pirati giapponesi. Si ottenne invece l\u2019esatto contrario: aumento della pirateria e del contrabbando, e ai pirati giapponesi si aggiunsero i cinesi e gli europei giunti nel frattempo in quei mari per aprire nuove rotte commerciali.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Gli olandesi, che nel 1622 avevano preso possesso delle vicine isole Pescadores (Penghu), furono i primi europei a insediarsi a Taiwan. Nel 1623 stabilirono la loro base ad Anping, l\u2019odierna Tainan. L\u2019anno successivo furono sconfitti dalla flotta cinese che rivendicava la propria sovranit\u00e0 sulle isole Pescadores e, di conseguenza, dovettero rinunciare a ogni pretesa. In cambio ottennero il permesso di trasferirsi stabilmente a Taiwan, a dimostrazione della scarsa considerazione di cui l\u2019isola godeva a corte. Fu cos\u00ec che ebbe inizio l\u2019occupazione coloniale dell\u2019isola da parte della Compagnia olandese delle Indie orientali, che avvi\u00f2 subito la costruzione di Fort Zeelandia ad Anping. Tre anni dopo arrivarono gli spagnoli, ma gli olandesi riuscirono a mantenere il controllo delle loro postazioni. Il numero di migranti dal continente cinese and\u00f2 aumentando, in particolare dal Fujian, principalmente hakka e hoklo (hokkienesi), due etnie che parlavano dialetti differenti e avevano costumi e tradizioni distinte, il che non facilit\u00f2 la convivenza nell\u2019isola, gi\u00e0 sufficientemente complicata.<\/p>\n<p>Alla fine della dinastia Ming il pi\u00f9 potente dei pirati cinesi, Zheng Zhilong (1604-1661), venne nominato ammiraglio dei mari costieri. Forte del titolo e della potenza della sua flotta, egli riusc\u00ec a contenere la presenza olandese nell\u2019isola. Con la fine della dinastia Ming e l\u2019ascesa della dinastia mancese Qing (1644-1912) la situazione mut\u00f2 drasticamente. Zheng rimase leale ai Ming e combatt\u00e9 contro gli invasori, ma alla fine capitol\u00f2. La resistenza fu portata avanti, per\u00f2, da suo figlio, Zheng Chenggong (1624-1662), che assunse il comando della flotta paterna con il nome di Coxinga, derivante dalla pronuncia hokkienese del titolo conferito in epoca Ming alla sua famiglia. Il 1\u00b0 febbraio 1662 Coxinga mise fine all\u2019egemonia olandese su Taiwan, conquist\u00f2 Fort Zeelandia e prese il controllo dell\u2019intera isola, che rimase in mano sua e dei suoi discendenti per oltre vent\u2019anni.<\/p>\n<p>Il regno di Tungning (1661-1683) da lui fondato fu il primo governo cinese (lealista ai Ming) ad avere il dominio sull\u2019isola e la cultura cinese pot\u00e9 finalmente diffondersi tra i suoi abitanti. Coxinga svolse un ruolo cruciale nella storia di Taiwan e nel processo di formazione dell\u2019identit\u00e0 taiwanese. Egli \u00e8 considerato un eroe nazionale non solo a Taiwan, dove \u00e8 venerato in oltre cento templi a lui dedicati, e in Cina, ma anche in Giappone, dove era nato e aveva studiato. Come osserva lo studioso Stefano Pelaggi, \u201cquando nel 1683 la flotta Qing sconfisse definitivamente i ribelli, la Cina si ritrov\u00f2 ad avere il controllo di un\u2019isola che non aveva mai considerato degna di far parte del Celeste Impero\u201d. Al breve ma illuminato governo di quei \u201cribelli\u201d va riconosciuto il merito di avere introdotto per la prima volta la cultura cinese tra gli isolani. E sar\u00e0 solo grazie al primo governatore, Liu Mingchuan, se duecento anni dopo il processo avviato da Coxinga potr\u00e0 riprendere vigore.<\/p>\n<p>L\u2019influenza della cultura cinese sulla popolazione locale fu interrotto bruscamente nel 1895, alla fine della guerra sino-giapponese, quando Taiwan, con il trattato di Shimonoseki, fu ceduta a Tokyo. In un primo momento l\u2019arrivo dei giapponesi non fu visto con favore. Alti funzionari e membri dell\u2019aristocrazia locale fedeli alla dinastia Qing reagirono, emisero una dichiarazione di indipendenza e fondarono la prima repubblica asiatica, la Repubblica Democratica di Taiwan, che ebbe vita breve: dopo cinque mesi i giapponesi si insediarono nell\u2019isola. Ancora una volta i taiwanesi si scoprirono \u201cribelli\u201d in casa propria, e purtroppo non sarebbe stata l\u2019ultima: e il seme dell\u2019indipendenza aveva cominciato a germogliare\u2026 Contrariamente alle iniziali aspettative il dominio giapponese, durato cinquant\u2019anni, ha rappresentato un\u2019importante fase di crescita per la societ\u00e0 taiwanese, lasciando un segno indelebile. Considerandosi i rappresentanti di una nazione moderna e responsabile, i governanti giapponesi promossero una trasformazione profonda della societ\u00e0, introducendo un sistema educativo aggiornato, efficiente e diffuso che rese all\u2019epoca i taiwanesi una delle popolazioni pi\u00f9 istruite dell\u2019Asia, gettando le basi per un percorso diversificato tra l\u2019isola e la Cina continentale.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Il ritorno dell\u2019isola alla Cina nel 1945 comport\u00f2 l\u2019arrivo di Chiang Kai-shek e del governo repubblicano in fuga, con al seguito oltre un milione tra funzionari e soldati perlopi\u00f9 privi di istruzione e malnutriti, che parlavano dialetti inintelligibili tra loro. L\u2019integrazione non fu facile. Seguirono le dure repressioni del periodo del Terrore bianco e della legge marziale nel il tentativo di sradicare il modello giapponese che si era ormai affermato tra la popolazione e la sua \u00e9lite. Il momento pi\u00f9 drammatico si ebbe nel 1971 con la perdita del seggio all\u2019Onu a favore della Repubblica popolare cinese di Mao Zedong, accettata ormai da gran parte della comunit\u00e0 internazionale come l\u2019unica rappresentante della Cina e del popolo cinese. L\u2019avvio da parte del governo cinese della politica basata sul \u201cprincipio di una sola Cina\u201d e della formula \u201cun paese, due sistemi\u201d, recentemente disattesa nel caso di Hong Kong, e le manovre, sempre pi\u00f9 aggressive, per ottenere l\u2019isolamento internazionale di Taiwan e la sua riunificazione alla madrepatria (\u201cannessione\u201d secondo i taiwanesi), considerata ineludibile, hanno contribuito ad aumentare la distanza che separa l\u2019isola dal continente. Si \u00e8 cos\u00ec creato un rapporto di interdipendenza asimmetrica, basata su dinamiche di attrazione e repulsione che hanno condizionato profondamente il concetto di nazionalismo patriottico sia in Cina sia a Taiwan, e che hanno portato, fin dagli anni Novanta, all\u2019avvio del processo di democratizzazione.<\/p>\n<p>Taiwan \u00e8 oggi una democrazia compiuta, tra le pi\u00f9 avanzate del pianeta (decima, per il Global Democracy Index). I sondaggi condotti annualmente dal Centro Studi Elettorali della National Chengchi University di Taipei provano la vitalit\u00e0 del processo di formazione dell\u2019identit\u00e0 taiwanese, in continua evoluzione: secondo il pi\u00f9 recente (giugno 2023), il 62,8% della popolazione si sente esclusivamente taiwanese (17,6% nel 1992), il 30,5% sia cinese che taiwanese (46,4% nel 1992), mentre solo il 2,5% si sente cinese (25% nel 1992); il 4,2% non ha risposto (10,5% nel 1992). Si tratta di un trend costante consolidatosi nel tempo, del quale \u00e8 impossibile non tenere conto: \u00e8 evidente che la quasi totalit\u00e0 dei taiwanesi ha ormai maturato una mentalit\u00e0, uno stile di vita e un\u2019identit\u00e0 nazionale democratica del tutto incompatibili con il regime della Repubblica popolare cinese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"shr_canvas2\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it ) You are here: Home \u00bb Osservatorio Cina \u00bb Maurizio Scarpari:<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-42073","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42073","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42073"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42073\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42074,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42073\/revisions\/42074"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42073"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42073"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42073"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}