{"id":42292,"date":"2024-12-09T12:42:18","date_gmt":"2024-12-09T11:42:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=42292"},"modified":"2024-12-09T12:42:18","modified_gmt":"2024-12-09T11:42:18","slug":"fra-materiale-e-immaginario-fra-presenza-e-assenza-il-valore-degli-oggetti-di-donata-meneghelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2024\/12\/fra-materiale-e-immaginario-fra-presenza-e-assenza-il-valore-degli-oggetti-di-donata-meneghelli\/","title":{"rendered":"Fra materiale e immaginario, fra presenza e assenza: &#8220;Il valore degli oggetti&#8221; di Donata Meneghelli"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>AMINA CRISMA<\/strong><\/p>\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/libri-e-librerie\/\">Libri e librerie<\/a> \u00bb <strong>Amina Crisma: Fra materiale e immaginario, fra mutismo e trasfigurazione, fra presenza e assenza: \u00a0\u201cIl valore degli oggetti\u201d, di Donata Meneghelli<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-64702\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Amina Crisma: Fra materiale e immaginario, fra mutismo e trasfigurazione, fra presenza e assenza: \u00a0\u201cIl valore degli oggetti\u201d, di Donata Meneghelli\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/libri-e-librerie\/amina-crisma-fra-materiale-e-immaginario-fra-mutismo-e-trasfigurazione-fra-presenza-e-assenza-il-valore-degli-oggetti-di-donata-meneghelli\/\" rel=\"bookmark\">Amina Crisma: Fra materiale e immaginario, fra mutismo e trasfigurazione, fra presenza e assenza: \u00a0\u201cIl valore degli oggetti\u201d, di Donata Meneghelli<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da Amina Crisma\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/amina-crisma\/\" rel=\"author\">Amina Crisma<\/a> | 8 Dicembre 2024 | <a title=\"Comments for Amina Crisma: Fra materiale e immaginario, fra mutismo e trasfigurazione, fra presenza e assenza: \u00a0\u201cIl valore degli oggetti\u201d, di Donata Meneghelli\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/libri-e-librerie\/amina-crisma-fra-materiale-e-immaginario-fra-mutismo-e-trasfigurazione-fra-presenza-e-assenza-il-valore-degli-oggetti-di-donata-meneghelli\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\" data-app-id=\"11307344\" data-app-id-name=\"post_above_content\" data-app=\"share_buttons\" data-title=\"Amina Crisma: Fra materiale e immaginario, fra mutismo e trasfigurazione, fra presenza e assenza: \u00a0\u201cIl valore degli oggetti\u201d, di Donata Meneghelli\" 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le cesoiuzze e l\u2019l coltellin dolente\u201d del folgorante incipit di un celebre sonetto di Guido Cavalcanti, che materializza nella presenza di tali utensili l\u2019intensit\u00e0 fisicamente tangibile dello struggente dolore di un\u2019assenza, al copialettere meticolosamente descritto nel romanzo<em> Gli impiegati<\/em> di Balzac.<\/p>\n<p>La narrativa ottocentesca con il suo realismo, com\u2019\u00e8 noto, costituisce un autentico trionfo del tema degli oggetti. A questo dedica una articolata riflessione Donata Meneghelli, docente di letterature comparate all\u2019Universit\u00e0 di Bologna da sempre attenta al rapporto fra materialit\u00e0 concreta e scrittura (cfr. ad esempio \u201cDerrida, la carta e noi\u201d, il verri 85\/2024) nel suo libro appena uscito da Nottetempo<em> Il valore degli oggetti. Segni, spoglie, scarti nel romanzo dell\u2019Ottocento<\/em>, in un percorso che si snoda attraverso Dickens, James, Balzac, traendo segnatamente ispirazione dalla lettura di quest\u2019ultimo delineata da Adorno, e riferendosi a una vasta letteratura critica in cui spiccano fra gli altri Benjamin, Barthes, Baudrillard, Bauman, Bennett, Brown, Latour. Nell\u2019introduzione al volume, cos\u00ec l\u2019autrice ne sintetizza l\u2019argomento:<\/p>\n<p>\u201cLa \u201ccosa\u201d riunisce in s\u00e9 due estremi. Da una parte una materialit\u00e0 amorfa e riottosa all\u2019assorbimento nel linguaggio. Dall\u2019altra, un eccesso che supera la mera materialit\u00e0 per andare verso la metafisica, il valore, e dunque il significato, l\u2019investimento o addirittura il sovrainvestimento. In un caso come nell\u2019altro, scaturisce sempre da una relazione. E\u2019 questa relazione \u2013 sospesa tra il riconoscimento di un mutismo e la trasfigurazione \u2013 che mi interessa\u201d.<\/p>\n<p>Per la molteplicit\u00e0 dei riferimenti evocati, il libro indubbiamente abbisognerebbe di uno speciale recensore, che fosse in grado di coglierne appieno la complessit\u00e0 teoretica e di registrarne adeguatamente la raffinata tessitura analitica e discorsiva. Dal mio punto di vista di comune lettrice a cui \u00e8 pi\u00f9 familiare la prospettiva decostruzionista del Zhuangzi che quella di Derrida, mi sembra comunque che esso consegni di che riflettere anche a un pubblico meno esperto: a partire dallo statuto paradossale ed evidentemente irriducibile a semplificazioni schematiche della \u201ccosa\u201d che indaga, e che risulta assommare in s\u00e9 materiale e immaginario, concretezza irrecusabile ed elusiva risonanza simbolica, il qui e ora e l\u2019oltre e l\u2019altrove, in una irriducibile tensione, che induce a ripensare le riposate dicotomie alle quali ordinariamente e pigramente ci affidiamo.<\/p>\n<p>Questo peraltro non equivale a consegnarsi <em>tout court<\/em> agli esiti di una <em>thing theory<\/em> oggi diffusa e completamente spostata sul versante della materialit\u00e0: come Donata Meneghelli precisa, \u201cquesto libro mantiene la dicotomia cartesiana al suo posto, cercando per\u00f2 di coglierne i momenti di rischio, i punti in cui il testo letterario la incrina, la interroga, la disorienta o la sposta\u201d, nella consapevolezza di un \u201c<em>double bind<\/em> metodologico\u201d, ossia di \u201cquella auto-contraddizione performativa per cui \u00e8 sempre un soggetto umano che articola qualunque teoria della materia, delle cose, della simmetria, del ridimensionamento del soggetto e via dicendo. Una contraddizione che certo si allenta quando si sottopongono a revisione i concetti di materia, vita, azione, volont\u00e0, ma che a mio parere non si dissipa.\u201d<\/p>\n<p>E\u2019 questa concezione dialettica che si articola nel volume, che \u201cprogrammaticamente tiene insieme materia e significato, tangibile e intangibile, per indagare gli intrecci e le collusioni tra questi due piani dell\u2019essere.\u201d E che, pi\u00f9 in generale, ci invita a riconsiderare le modalit\u00e0 inerti con cui pensiamo il nostro presente:<\/p>\n<p>\u201cAl cuore del libro c\u2019\u00e8 una domanda implicita: ha ancora senso parlare dell\u2019Ottocento? Ha senso parlarne al di l\u00e0 di un ostinato partito preso contro il dilagante presentismo e quella sorta di dittatura del contemporaneo a cui sempre pi\u00f9 spesso gli studi umanistici e letterari, nonch\u00e9 la nostra stessa vita quotidiana, soccombono? La risposta \u00e8 s\u00ec (\u2026) perch\u00e9 l\u2019archeologia, come insegna Foucault, consente di connettere passato e presente (\u2026) ed \u00e8 un modo di osservare il presente \u201cda lontano\u201d, di tirarsene fuori per decostruirne gli automatismi percettivi e l\u2019impressione schiacciante di indiscutibilit\u00e0, di assolutezza che esso trasmette.\u201d<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 tanto pi\u00f9 vero se si considera lo statuto della materialit\u00e0: c\u2019\u00e8 tutta una rappresentazione che enfatizza la dematerializzazione, la virtualit\u00e0 in cui oggi viviamo, contrapposta alla materialit\u00e0 ottocentesca. Ma ne siamo davvero convinti? A ben vedere, si pu\u00f2 obiettare da un lato che la forma-merce \u00e8 una modalit\u00e0 di attacco alla materialit\u00e0 sensibile degli oggetti, e dall\u2019altro, che c\u2019\u00e8 molto concretissimo hardware dietro il software in cui siamo immersi. La retorica della dematerializzazione non \u00e8 forse un modo di occultare la materialit\u00e0 concreta che in molteplici sensi e in molteplici modalit\u00e0 diverse la sottende?<\/p>\n<p>Quale lezione, dunque, si pu\u00f2 imparare dagli oggetti? L\u2019icastica risposta che offre a questa domanda Donata Meneghelli mi pare si possa idealmente ricondurre al sonetto di Cavalcanti che ho evocato all\u2019inizio, e che attraverso gli oggetti per cos\u00ec dire presentifica e materializza dolorosamente un\u2019assenza, restituendole tutta la sua intensa, tragica, struggente fisicit\u00e0 concreta:<\/p>\n<p>\u201cIl realismo ha a che fare con la nostalgia, la mancanza, la sparizione, la morte, il tempo perduto molto pi\u00f9 che con qualunque compiutezza, con qualunque senso di plenitudine o miraggio di dominio sul mondo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"shr_canvas2\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\" data-app-id=\"11307345\" data-app-id-name=\"post_below_content\" data-app=\"share_buttons\" data-title=\"Amina Crisma: Fra materiale e immaginario, fra mutismo e trasfigurazione, fra presenza e assenza: \u00a0\u201cIl valore degli oggetti\u201d, di Donata Meneghelli\" data-link=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/libri-e-librerie\/amina-crisma-fra-materiale-e-immaginario-fra-mutismo-e-trasfigurazione-fra-presenza-e-assenza-il-valore-degli-oggetti-di-donata-meneghelli\/\" data-summary=\"\">\n<div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-container shareaholic-ui shr-no-print shareaholic-diglett shareaholic- shareaholic- shareaholic-badge-counter shareaholic- shareaholic-center-align shareaholic-center-align  shr-sharebuttons-inpage shareaholic-diglett shareaholic-badge-counter\">\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-wrapper shareaholic-ui shareaholic-share-buttons-wrapper-with-headline\">\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-animation-wrapper \">\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading shareaholic-custom\">\n<div class=\"shareaholic-share-arrow shareaholic-share-arrow-version-1 \"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di AMINA CRISMA (in collaborazione con www.inchiestaonline.it) You are here: Home \u00bb Libri e librerie<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-42292","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42292","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42292"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42292\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42293,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42292\/revisions\/42293"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42292"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42292"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42292"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}