{"id":42297,"date":"2025-01-14T15:37:55","date_gmt":"2025-01-14T14:37:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=42297"},"modified":"2025-01-14T15:37:55","modified_gmt":"2025-01-14T14:37:55","slug":"hong-kong-un-monito-per-il-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2025\/01\/hong-kong-un-monito-per-il-futuro\/","title":{"rendered":"Hong Kong: un monito per il futuro"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MAURIZIO SCARPARI<\/strong><\/p>\n<p>(<strong>in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/cina-politica-lavori-diritti\/\">Osservatorio Cina<\/a> \u00bb <strong>Maurizio Scarpari: Hong Kong, un monito per il futuro<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-64729\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Maurizio Scarpari: Hong Kong, un monito per il futuro\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/maurizio-scarpari-hong-kong-un-monito-per-il-futuro\/\" rel=\"bookmark\">Maurizio Scarpari: Hong Kong, un monito per il futuro<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da Maurizio Scarpari\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/maurizio-scarpari\/\" rel=\"author\">Maurizio Scarpari<\/a> | 14 Gennaio 2025 | <a title=\"Comments for Maurizio Scarpari: Hong Kong, un monito per il futuro\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/maurizio-scarpari-hong-kong-un-monito-per-il-futuro\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\" data-app-id=\"11307344\" data-app-id-name=\"post_above_content\" data-app=\"share_buttons\" data-title=\"Maurizio Scarpari: Hong Kong, un monito per il futuro\" data-link=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/maurizio-scarpari-hong-kong-un-monito-per-il-futuro\/\" data-summary=\"\">\n<div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-container shareaholic-ui shr-no-print shareaholic- shareaholic-rectangle shareaholic- shareaholic-top-counter shareaholic- shareaholic- shareaholic-left-align  shr-sharebuttons-inpage shareaholic-top-counter shareaholic-rectangle\">\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-wrapper shareaholic-ui \">\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-animation-wrapper \">\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading shareaholic-custom\">\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading-text\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\" data-app-id=\"11307344\" data-app-id-name=\"post_above_content\" data-app=\"share_buttons\" data-title=\"Maurizio Scarpari: Hong Kong, un monito per il futuro\" data-link=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/maurizio-scarpari-hong-kong-un-monito-per-il-futuro\/\" data-summary=\"\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-64732\" src=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/aaa-Hong-Kong-riots.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"195\" \/><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><em>Pubblichiamo quest\u2019articolo di Maurizio Scarpari apparso su Il Mulino, 4, 2024, pp. 140-150, per gentile concessione della rivista e dell\u2019autore.<\/em><\/p>\n<p><strong>Maurizio Scarpari<\/strong><\/p>\n<p><strong>Hong Kong: un monito per il futuro<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lord Christopher Francis Patten, ultimo governatore britannico di Hong Kong e attuale rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Oxford, convinto che \u00abuna delle leggi immutabili della storia sostiene che non si pu\u00f2 debellare un\u2019idea imprigionando i suoi sostenitori\u00bb, concludeva la prefazione al libro di Joshua Wong e Jason Y. Ng <em>Noi siamo la rivoluzione. Perch\u00e9 la piazza pu\u00f2 salvare la democrazia<\/em> (trad. it. Feltrinelli, 2020) con un monito affatto banale, avendolo posto alla vigilia di eventi drammatici che avrebbero cambiato il futuro e i destini non solo di Hong Kong:<\/p>\n<p><em>Spero che nel frattempo il mondo resti attento per capire fino a che punto ci si possa fidare della Cina e delle sue promesse. Per quanto riguarda me e tanti altri, mi fido pi\u00f9 di Joshua che dei burocrati comunisti di Pechino o di chi li appoggia fuori o dentro la citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Joshua \u00e8 Joshua Wong, il giovane leader politico fondatore del movimento studentesco Scholarism e, insieme ad Agnes Chow e Nathan Law, di Demosist\u014d, il partito di punta delle proteste pro-democrazia sciolto nel 2020, che si batteva contro l\u2019ingerenza delle autorit\u00e0 di Pechino nell\u2019autonomia di Hong Kong.<\/p>\n<p>Era il maggio 2018. Il libro \u00e8 un manifesto di lotta e di speranza, nel quale i due autori raccontano i momenti pi\u00f9 significativi delle loro vicissitudini e le ragioni che hanno spinto migliaia di giovani e non pi\u00f9 giovani alla protesta, trasformatasi infine in lotta per la sopravvivenza sia per i rivoltosi, determinati a difendere i loro ideali e i loro diritti mettendo a rischio la propria incolumit\u00e0, sia per i politici dell\u2019ex colonia e ancor pi\u00f9 per i dirigenti della Cina continentale, questi ultimi interessati principalmente a conservare i propri privilegi, personali e di casta, e a ribadire l\u2019ineluttabile affermazione del Partito comunista come guida della nazione.<\/p>\n<p>I manifestanti si sono schierati in difesa dei valori civili e politici a cui erano abituati fin dalla nascita e che vedevano minacciati dal ricongiungimento di Hong Kong alla madrepatria. I loro timori erano pi\u00f9 che fondati, come aveva predetto Lord Patten un anno prima che scoppiassero i disordini del 2019-2020, la cui reazione ha rivelato quale fosse l\u2019intento della dirigenza cinese fin dal momento della firma della <em>Dichiarazione congiunta sino-britannica<\/em> del 1984, con la quale il governo conservatore guidato da Margaret Thatcher si impegnava a lasciare la colonia il 1\u00b0 luglio 1997, dopo 156 anni di dominio inglese. L\u2019accordo prevedeva un periodo di transizione di 50 anni per consentire alle autorit\u00e0 di promulgare ordinamenti pi\u00f9 liberali rispetto a quelli vigenti nella Repubblica popolare cinese, in ossequio al principio costituzionale ideato da Deng Xiaoping nel 1979 \u00abun Paese, due sistemi\u00bb. La <em>Dichiarazione<\/em> prevedeva inoltre che il sistema politico ed economico di Hong Kong sarebbe rimasto invariato per tutto il periodo di transizione.<\/p>\n<p>Il processo di integrazione dei principi democratici con i valori e le regole di organizzazione politica e sociale della Cina continentale non si presentava semplice da attuare, essendo la volont\u00e0 popolare rimasta esclusa dalle trattative che hanno portato alla restituzione della colonia: la concessione dei diritti fondamentali e, soprattutto, del suffragio universale rappresentava un ostacolo insormontabile poich\u00e9 avrebbe creato un pericoloso precedente per il sistema di governance dell\u2019intera Cina. Un rischio che le autorit\u00e0 di Pechino non potevano correre allora, e ancor meno oggi.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 evoluta la situazione \u00e8 fatto noto. Il 15 marzo 2019, in seguito all\u2019iniziativa del governo locale di emendare la legge sull\u2019estradizione verso Paesi con cui non esistevano accordi, in particolare la Repubblica popolare cinese, sono scoppiate una serie di proteste antigovernative di crescente intensit\u00e0 e partecipazione popolare: i manifestanti, per lo pi\u00f9 giovani attivisti legati ai movimenti e ai partiti pro-democrazia, temevano, non senza fondamento, che la modifica legislativa avrebbe violato il principio stesso che \u00e8 alla base dell\u2019autonomia giuridica di Hong Kong, garantita dal principio \u00abun Paese, due sistemi\u00bb, sottoponendo i suoi residenti alla giurisdizione della Cina continentale, ben pi\u00f9 vincolante, autoritaria e repressiva. Ottenuta l\u2019abrogazione dell\u2019emendamento, le proteste sono presto sfociate nella richiesta di libere elezioni, allargando cos\u00ec l\u2019orizzonte della contestazione e riproponendo, in termini potenzialmente pi\u00f9 dirompenti, le condizioni che si erano venute a creare durante la cosiddetta \u00abrivoluzione degli ombrelli\u00bb del 2014. A met\u00e0 giugno 2019 oltre due milioni di cittadini, pi\u00f9 di un quarto della popolazione residente, in prevalenza giovani ma non solo, si accalcarono lungo le piazze e le strade per manifestare pacificamente il loro appoggio alle proteste, in difesa dei valori e dei principi democratici a cui non intendevano rinunciare. Le immagini di quelle manifestazioni e le interviste raccolte nel docufilm <em>Revolution of Our Times<\/em> del regista Kiwi Chow (Hong Kong, 2021) rappresentano la testimonianza pi\u00f9 vivida dell\u2019anelito di un popolo verso ideali di libert\u00e0 e contro ogni forma di oppressione.<\/p>\n<p>Alternando momenti di maggiore e minore intensit\u00e0, le manifestazioni sono durate mesi e gli scontri tra le frange pi\u00f9 intransigenti e le forze dell\u2019ordine sono diventati sempre pi\u00f9 aspri. Nel dicembre 2019 si sono tenute le elezioni amministrative per il rinnovo dei consigli distrettuali, a cui ha partecipato il 71,2% degli aventi diritto, oltre tre milioni di cittadini, un numero doppio rispetto a quello registrato nelle consultazioni precedenti: pi\u00f9 del 90% dei seggi e 17 distretti su 18 sono stati conquistati da candidati pro-democrazia. Si \u00e8 trattato di uno straordinario successo di popolo, ma \u00e8 stato anche un campanello d\u2019allarme per il governo cinese. Il significato simbolico di quella vittoria va ben oltre il valore localistico delle elezioni; infatti, una cos\u00ec alta partecipazione in favore della democrazia \u00e8 stata interpretata dalle autorit\u00e0 come un attacco diretto al governo di Pechino, al Partito comunista e all\u2019integrit\u00e0 del sistema politico cinese. La reazione non si \u00e8 fatta attendere: in Cina e presso le comunit\u00e0 cinesi d\u2019oltremare \u00e8 stata orchestrata una campagna denigratoria virulenta contro i \u00abtraditori della patria\u00bb, la repressione si \u00e8 fatta sempre pi\u00f9 violenta e ha portato alla graduale chiusura di ogni forma di espressione democratica e di autonomia nell\u2019ex colonia.<\/p>\n<p>Proprio quando il mondo veniva travolto dagli effetti devastanti della pandemia Covid-19, il 28 maggio 2020 l\u2019Assemblea nazionale del popolo della Repubblica popolare ha autorizzato il comitato permanente ad adottare una legge sulla sicurezza nazionale che ha limitato fortemente le libert\u00e0 civili e politiche sancite dalla Legge fondamentale (Basic law) di Hong Kong, aggirando in questo modo il Consiglio legislativo, l\u2019organo parlamentare della citt\u00e0. La nuova legge \u00e8 entrata in vigore il primo luglio 2020. Nel marzo 2021 \u00e8 stata inoltre emendata la legge elettorale ed \u00e8 stata costituita una Commissione speciale con il compito di valutare la \u00ablealt\u00e0 patriottica\u00bb di ogni aspirante candidato, prerequisito imprescindibile per poter partecipare alla competizione elettorale. Su queste basi, i partiti pro-democrazia sono stati messi al bando o, comunque, indotti alla chiusura, essendo i loro leader finiti in prigione con l\u2019accusa di attivit\u00e0 sovversive e antigovernative o costretti a rifugiarsi all\u2019estero per evitare il carcere.<\/p>\n<p>Sono state quindi indette nuove elezioni politiche per il rinnovo del Consiglio che, disertate da oltre i due terzi degli aventi diritto, hanno definitivamente sancito il controllo di Pechino sul Porto profumato, a dispetto non solo degli impegni sottoscritti ma anche della scadenza concordata del 2047. L\u20198 maggio 2022, in violazione dei pi\u00f9 basilari principi democratici e del pluralismo politico, l\u2019unico candidato ammesso per il ruolo di capo dell\u2019esecutivo, John Lee Kua-chiu, ex poliziotto ed ex sottosegretario alla sicurezza gradito a Pechino, distintosi per la sua intransigenza nei confronti dei partiti pro-democrazia e per il ruolo chiave svolto nella repressione delle proteste, ha vinto le \u00abelezioni patriottiche\u00bb con il 99,4% dei voti. Il primo luglio 2022 ha assunto la carica, due anni esatti dopo l\u2019introduzione della legge sulla sicurezza nazionale e 25 dal trasferimento di Hong Kong alla madrepatria. Infine, il 19 marzo 2024 sono state introdotte importanti modifiche alla legge per la sicurezza del 2020 approvando all\u2019unanimit\u00e0 un\u2019ordinanza, nota come \u00abArticolo 23 della Legge fondamentale\u00bb, che prevede l\u2019emanazione di norme pi\u00f9 rigide volte a regolamentare ed eventualmente punire i reati di tradimento, secessione, sedizione, sovversione contro il governo centrale, furto di segreti di Stato, divieto per le organizzazioni o gli enti politici stranieri di condurre attivit\u00e0 politiche e divieto per le organizzazioni o gli enti politici locali di stabilire legami con organizzazioni o enti politici stranieri. Per i reati pi\u00f9 gravi, come tradimento e insurrezione, \u00e8 previsto l\u2019ergastolo. Sono stati introdotti anche il reato di \u00abtradimento per negligenza\u00bb, che mira espressamente a colpire quanti non riferiscano comportamenti che attentino alla sicurezza dello Stato di cui sono a conoscenza, e il reato di \u00abintenzione sediziosa\u00bb, che prevede, con ampi margini discrezionali di valutazione, che possa essere punito l\u2019incitamento all\u2019odio, al disprezzo, o la semplice disaffezione nei confronti della Cina, nonch\u00e9 dei governi locale e centrale e del sistema legale vigente: in poche parole ogni forma di dissenso.<\/p>\n<p>Due settimane e mezza prima della modifica legislativa, il 6 febbraio 2023, era iniziato il processo a 47 attivisti incarcerati con l\u2019accusa di sedizione, per avere organizzato manifestazioni ed elezioni primarie non autorizzate, e di cospirazione volta a sovvertire il potere statale e costringere le autorit\u00e0 locali alle dimissioni. Tra gli imputati figurano politici, ex parlamentari, accademici e attivisti, per lo pi\u00f9 esponenti di spicco dell\u2019opposizione filodemocratica, tra i quali anche Joshua Wong. Il processo si \u00e8 tenuto presso l\u2019Alta corte di Hong Kong senza giuria e al cospetto di tre giudici scelti da un pool di giuristi selezionati personalmente dal neogovernatore John Lee. Nella speranza di ottenere sconti di pena, 31 imputati si sono dichiarati colpevoli. Nella seduta del 30 maggio, dei 16 dichiaratisi non colpevoli 14 sono stati giudicati colpevoli: tutti rischiano l\u2019ergastolo, una pena all\u2019apparenza sproporzionata, prevista per\u00f2 dalla legge sulla sicurezza nazionale.<a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/maurizio-scarpari-hong-kong-un-monito-per-il-futuro\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> Inoltre, il 29 agosto 2024 sono stati condannati per pubblicazione di \u00abmateriale sedizioso\u00bb i giornalisti Chung Pui-kuen, fondatore e direttore di <em>Stand News<\/em>, una delle pi\u00f9 importanti testate online indipendenti di Hong Kong, sorta nel 2014 in difesa dei valori democratici e dei diritti umani e costretta alla chiusura nel 2021 in quanto \u00abstrumento per diffamare le autorit\u00e0 centrali di Pechino e il governo locale\u00bb, e Patrick Lam, suo successore dopo l\u2019arresto di Chung avvenuto nel novembre dello stesso anno. Nel giro di vent\u2019anni Hong Kong \u00e8 cos\u00ec precipitata dal 18\u00b0 al 135\u00b0 posto (su 180 Paesi considerati) nella classifica sulla libert\u00e0 di stampa redatta da <em>Reporters sans Fronti\u00e8res<\/em> (Rsf), l\u2019organizzazione non governativa e non-profit con sede a Parigi che monitora, promuove e tutela la libert\u00e0 di informazione e di stampa nel mondo.<\/p>\n<p>Il mondo ha assistito impotente alla presa di Hong Kong, gli affari non ne hanno risentito e le nostre coscienze hanno trovato presto un punto di equilibrio accettabile. Le poche proteste e le dichiarazioni dei governi stranieri sono servite solo a infastidire le autorit\u00e0 di Pechino, che hanno chiesto a chiunque commentasse la sentenza di assumere una posizione \u00abobiettiva e imparziale\u00bb e di \u00abinterrompere senza esitazione ogni forma di interferenza negli affari interni di Hong Kong e della Repubblica popolare cinese\u00bb. Nabila Massrali, portavoce del Servizio europeo di azione esterna (Seae) istituito per rendere pi\u00f9 coerente ed efficace la politica estera dell\u2019Ue e rafforzarne l\u2019influenza sulla scena mondiale, ha dichiarato che<\/p>\n<p><em>gli imputati coinvolti nelle elezioni primarie non ufficiali organizzate dall\u2019opposizione pro-democrazia a Hong Kong nel luglio 2020 vengono colpiti per un\u2019attivit\u00e0 politica pacifica che dovrebbe essere legittima in qualsiasi sistema politico che rispetti i principi democratici fondamentali. L\u2019Ue \u00e8 profondamente preoccupata per il procedimento giudiziario motivato politicamente contro i 47 difensori della democrazia, la prolungata detenzione preventiva e il rifiuto della libert\u00e0 su cauzione per la maggior parte degli imputati, che minano la fiducia nello Stato di diritto sancito dalla Legge fondamentale di Hong Kong.<\/em><\/p>\n<p>Colpiscono il metodo adottato, il disprezzo verso ogni forma di dissenso e di dialettica politica, l\u2019uso strumentale dell\u2019ordinamento giuridico a fini politici: ancora una volta il diritto e gli organismi internazionali vengono chiamati in causa solo quando servono ai propri interessi, ignorati nel caso contrario. La sproporzione delle pene previste rispetto ai reati di cui gli imputati sono stati accusati, sostanzialmente rubricabili tra i reati di opinione, mette in luce l\u2019arroganza del potere, la disinvoltura con cui \u00e8 venuta meno l\u2019osservanza degli impegni sottoscritti al pi\u00f9 alto livello istituzionale e l\u2019inattendibilit\u00e0 di una classe politica che quegli impegni aveva promosso e sottoscritto. Un monito per tutti coloro che, a vario titolo, sono deputati a tessere relazioni con un governo dispotico che ha tra i suoi obiettivi dichiarati ristabilire la centralit\u00e0 della Cina nel panorama politico, economico e militare mondiale, com\u2019era stato per millenni nella concezione cinese tradizionale di stampo imperiale, e operare fattivamente per l\u2019istituzione di un nuovo ordine internazionale che, a parole vorrebbe multipolare, ma che nei fatti non potrebbe che essere a trazione cinese.<\/p>\n<p>\u00c8 da ammirare, per contro, il coraggio degli attivisti, molti dei quali giovanissimi, che non hanno esitato a mettere a rischio la propria libert\u00e0, il proprio futuro e la propria incolumit\u00e0 per difendere ideali e valori ritenuti superiori alla vita stessa, in ossequio alla migliore tradizione confuciana che da pi\u00f9 di duemila anni ha plasmato la cultura e lo stile di vita, individuale e sociale, dei cinesi e di gran parte delle popolazioni limitrofe.<\/p>\n<p>Cosa ha motivato tanto coraggio? Non la ragione che, come David Hume ha osservato,<\/p>\n<p><em>da sola, non pu\u00f2 mai essere motivo di una qualsiasi azione della volont\u00e0; e [\u2026]non pu\u00f2 mai contrapporsi alla passione nella guida della volont\u00e0. [\u2026] La ragione \u00e8, e pu\u00f2 solo essere, schiava delle passioni e non pu\u00f2 rivendicare in nessun caso una funzione diversa da quella di servire e obbedire a esse.<\/em> (<em>Opere<\/em>, Laterza, 1971, vol. 1, pp. 434, 436)<\/p>\n<p><em>Mutatis mutandis<\/em> questa tesi trova riscontro nella migliore tradizione confuciana, che distingue diversi livelli di coraggio, sostenuti tutti, anche se con modulazioni e intensit\u00e0 diverse, da quell\u2019energia psicofisica che pervade l\u2019intero cosmo fin dalle origini ed \u00e8 fonte di vita per i diecimila esseri e processi (<em>wanwu<\/em> \u842c\u7269): il <em>qi<\/em> \u6c23. \u00c8 questa energia primigenia che nell\u2019uomo muove il <em>xin<\/em> \u5fc3, che \u00e8 cuore e mente, organo pensante e sede dei sentimenti, delle emozioni, delle passioni e che, in virt\u00f9 di questa duplice natura, governa le passioni, indirizza la volont\u00e0, forgia il temperamento, plasma il carattere: \u00abQuesta energia vitale non pu\u00f2 essere contenuta dalla forza fisica, pu\u00f2 per\u00f2 essere stabilizzata dall\u2019eccellenza morale (<em>de<\/em> \u5fb7)\u00bb recita un testo del IV secolo a.C., il <em>Neiye<\/em> (Coltivazione interiore). Se nutrita dall\u2019integrit\u00e0 morale questa forza possente \u00e8 complementare alla rettitudine e al senso di giustizia (<em>yi<\/em> \u7fa9), e fa agire le persone di valore non solo e non tanto sulla base della loro prestanza fisica o di motivazioni razionali, quanto piuttosto sulla spinta di impulsi istintivi che traggono fondamento da <em>ren<\/em> \u4ec1, il senso di umanit\u00e0, l\u2019amore per il prossimo, la virt\u00f9 che tutte le altre abbraccia e completa, e che definisce, in sintonia con <em>yi<\/em>, il comportamento appropriato da assumere in ogni circostanza.<\/p>\n<p>L\u2019intima corrispondenza fra queste due virt\u00f9 costituisce la quintessenza dell\u2019umanesimo confuciano: \u00abVedere ci\u00f2 che \u00e8 eticamente appropriato e giusto \u2013 recita una massima attribuita a Confucio (551-479 a.C.) \u2013 e non agire di conseguenza denota grave mancanza di coraggio\u00bb (<em>Lunyu<\/em>, Dialoghi, 2.24). Il coraggio (<em>yong<\/em> \u52c7) a cui si fa qui riferimento \u00e8 una delle tre qualit\u00e0 distintive del <em>junzi<\/em> \u541b\u5b50, la persona esemplare per virt\u00f9 e nobilt\u00e0 d\u2019animo, insieme all\u2019amore per il prossimo (<em>ren<\/em>) e alla saggezza (<em>zhi<\/em> \u667a): <em>ren<\/em> indicherebbe \u00abcosa va fatto\u00bb, <em>zhi<\/em> \u00abcome va fatto\u00bb, mentre <em>yong<\/em> conferirebbe alla persona di valore la vigoria morale e la determinazione per \u00abfarlo\u00bb (<em>Lunyu<\/em> 9.29, 14.28).<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 dunque solo il coraggio di chi non teme il pericolo o i propri avversari, vi \u00e8 anche il coraggio morale (<em>yongqi<\/em> \u52c7\u6c23), pi\u00f9 nobile ed elevato, che impedisce alle persone di valore di accettare le ingiustizie e di sottrarsi a propri doveri, intellettuali e sociali. Grazie all\u2019educazione e all\u2019accumulazione di azioni rette le persone di valore agiscono in modo appropriato affidandosi alla capacit\u00e0 innata e istintiva negli esseri umani di discriminare il bene dal male e di provare gioia nel compiere buone azioni, motivati dalla convinzione di trovarsi nel giusto poich\u00e9 mossi da una passione autenticamente morale (<em>yiqi<\/em> \u7fa9\u6c23). Costoro sono pronti a compiere atti eroici per il bene comune, sacrificando ogni privilegio personale, persino la propria vita se necessario, come asserisce Mencio nel <em>Mengzi<\/em> (Maestro Meng, 6A.10), l\u2019esponente di punta del confucianesimo idealista vissuto intorno al IV secolo a.C., da cui il presidente Xi Jinping \u00e8 solito attingere per i suoi discorsi pubblici:<\/p>\n<p><em>Il pesce \u00e8 tra i miei cibi preferiti, ma anche la zampa d\u2019orso \u00e8 tra i miei preferiti. Non potendoli avere entrambi, rinuncerei al pesce per la zampa d\u2019orso. Alla vita pure anelo con ardore, ma anche la rettitudine e il senso di giustizia rientrano tra le mie maggiori aspirazioni. Dovendo scegliere, anteporrei la rettitudine e il senso di giustizia alla vita stessa. Desidero molto la vita, ma poich\u00e9 vi sono cose che desidero ancora di pi\u00f9, non farei nulla di sconveniente pur di conservarla. Cos\u00ec \u00e8 anche per la morte: \u00e8 tra le cose che maggiormente aborro, ma poich\u00e9 vi sono cose che mi ripugnano ancor di pi\u00f9, non mi preoccupo troppo di scansare certi pericoli. Se l\u2019uomo non avesse nulla di pi\u00f9 prezioso della vita a cui tenere, cosa non farebbe pur di conservarla? Se per lui non vi fosse nulla di pi\u00f9 esecrabile della morte, cosa non farebbe pur di non esporsi a situazioni pericolose? Appare evidente che se vi sono casi in cui non si ricorre a ogni mezzo pur di conservare la propria vita e casi in cui, pur potendo evitare di esporsi a situazioni pericolose, non si fa nulla di concreto per evitarle, \u00e8 perch\u00e9 esistono valori pi\u00f9 importanti della vita e azioni pi\u00f9 ripugnanti della morte. Un cuore siffatto non \u00e8 appannaggio esclusivo delle persone di valore, \u00e8 anzi comune a tutti; solo le persone di valore, per\u00f2, sanno come mantenerlo integro.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019umanesimo confuciano non ha retto per\u00f2 l\u2019urto con la modernit\u00e0, ha perso il confronto con un sistema ideologico d\u2019importazione \u2013 il marxismo-leninismo \u2013 rivisitato e adattato per soddisfare ambizioni ideologiche, nazionaliste e personali e garantire la sopravvivenza della nuova borghesia stabilitasi al potere. Il suo recente recupero, dopo decenni di forte ostracismo, \u00e8 in gran parte strumentale al conseguimento degli obiettivi politici fissati dal Partito comunista e dal governo che di quel partito \u00e8 emanazione. I valori delle democrazie liberali, il diritto alle libert\u00e0 individuali, il pensiero creativo, i culti religiosi e le pratiche connesse vengono considerati elementi destabilizzanti per le istituzioni, la societ\u00e0 e la permanenza al potere, e quindi vengono tenuti sotto stretto controllo e duramente repressi se necessario. Un inaridimento intellettuale e spirituale legato al prevalere di interessi di natura ideologica e mercantile mascherati da nobili ideali e da spirito umanitario che, alla lunga, non hanno per\u00f2 retto l\u2019urto con l\u2019evidenza (M. Scarpari, <em>La Cina al centro. Ideologia imperiale e disordine mondiale<\/em>, il Mulino, 2023).<\/p>\n<p>Il modello di \u00abdemocrazia con caratteristiche cinesi\u00bb, quale si evince dal libro bianco <em>Cina, una democrazia che funziona,<\/em> pubblicato il 4 dicembre 2021, alla vigilia del Summit for Democracy indetto da Joe Biden, dall\u2019International Democracy Forum organizzato a Pechino in risposta all\u2019iniziativa americana, e soprattutto in concomitanza con le \u00abelezioni patriottiche\u00bb a Hong Kong, \u00e8 ritenuto dalle autorit\u00e0 cinesi migliore e pi\u00f9 funzionale rispetto a quello liberale, rappresentando un tassello essenziale nel processo di \u00abcostruzione di una comunit\u00e0 dal futuro condiviso\u00bb, caposaldo della politica estera cinese. Il caso di Hong Kong dimostra inequivocabilmente quanto ampia sia la distanza tra concezioni diverse e tra le belle parole che le descrivono e la loro effettiva applicazione. I valori democratici come sono intesi in Occidente sono sempre pi\u00f9 in pericolo, libert\u00e0 e diritti che sembrano acquisiti non sono affatto scontati; se non vengono costantemente meditati e difesi a ogni costo si possono logorare e persino perdere: \u00e8 stupido arrivare a tanto per comprenderne il grande valore.<\/p>\n<p>Quei ragazzi coraggiosi hanno sacrificato la loro vita privilegiata, il loro futuro e la loro libert\u00e0 lottando per la difesa di ideali e valori con cui sono stati educati e in cui credono con la stessa risolutezza intellettuale e morale che ebbero il secolo scorso i giovani che si batterono con analogo impegno e vigore per costruire una Cina migliore. Cionondimeno la lotta per Hong Kong \u00e8 stata persa nella sostanziale disattenzione del mondo, com\u2019\u00e8 successo per altre importanti battaglie di civilt\u00e0. A un destino simile sembra destinata Taiwan, nonostante si tratti a tutti gli effetti di uno Stato sovrano, anche se a riconoscimento limitato. Si chiuderebbe cos\u00ec il \u00absecolo della vergogna e dell\u2019umiliazione nazionale\u00bb, una ferita mai rimarginata inferta al popolo cinese dalle potenze imperialiste occidentali e dal Giappone a met\u00e0 dell\u2019Ottocento e per parte del Novecento. Taiwan \u00e8 una tra le democrazie pi\u00f9 avanzate del pianeta, il cui processo di maturazione \u00e8 avvenuto di pari passo con la formazione di una nuova identit\u00e0 nazionale, incompatibile con il sistema di governance della Cina continentale e in continua evoluzione, come si evince da un sondaggio condotto nel 2020 dal Centro studi elettorali della National Chengchi University di Taipei, secondo il quale solo il 2,5% della popolazione si sente cinese (contro il 25% nel 1992), mentre il 62,8% si sente taiwanese (17,6% nel 1992) e il 30,5% sia cinese che taiwanese (46,4% nel 1992); il restante 4,2% non ha risposto (10,5% nel 1992).<\/p>\n<p>Non \u00e8 per\u00f2 solo Taiwan a dover temere la proiezione istituzionale e morale della \u00abCina della nuova era\u00bb sul piano internazionale, a giudicare dai crescenti contenziosi territoriali che la Repubblica popolare ha con i paesi limitrofi, per lo pi\u00f9 causati dal mancato rispetto delle regole sancite dal diritto internazionale e delle deliberazioni e sentenze degli organismi preposti al loro controllo, e dalle alleanze e partenariati sempre pi\u00f9 vincolanti sul piano politico, economico e strategico-militare con altri regimi autocratici, Federazione russa in primo luogo, in funzione delle proprie ambizioni egemoniche in chiave antioccidentale, che non possono pi\u00f9 essere sottovalutate o ignorate.<\/p>\n<p>Concludo, cos\u00ec come ho iniziato, con le parole di Lord Patten:<\/p>\n<p><em>Le persone che sostengono che l\u2019unico modo per dialogare con Joshua e i suoi amici sia ricorrere allo stato di diritto sono le stesse che sono rimaste in silenzio e hanno girato la testa dall\u2019altra parte mentre i cittadini di Hong Kong venivano portati via dalla polizia segreta del Partito comunista cinese, senza alcun riguardo per l\u2019autonomia e le leggi di Hong Kong. Forse quello che altri hanno visto non \u00e8 veramente accaduto.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/maurizio-scarpari-hong-kong-un-monito-per-il-futuro\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Dopo la pubblicazione dell\u2019articolo \u00e8 stata emessa la sentenza, che prevede per i colpevoli pene detentive fino a dieci anni.<\/p>\n<div id=\"shr_canvas2\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\" data-app-id=\"11307345\" data-app-id-name=\"post_below_content\" data-app=\"share_buttons\" data-title=\"Maurizio Scarpari: Hong Kong, un monito per il futuro\" data-link=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/maurizio-scarpari-hong-kong-un-monito-per-il-futuro\/\" data-summary=\"\">\n<div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-container shareaholic-ui shr-no-print shareaholic-diglett shareaholic- shareaholic- shareaholic-badge-counter shareaholic- shareaholic-center-align shareaholic-center-align  shr-sharebuttons-inpage shareaholic-diglett shareaholic-badge-counter\">\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-wrapper shareaholic-ui shareaholic-share-buttons-wrapper-with-headline\">\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-animation-wrapper \">\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading shareaholic-custom\">\n<div class=\"shareaholic-share-arrow shareaholic-share-arrow-version-1 \"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MAURIZIO SCARPARI (in collaborazione con www.inchiestaonline.it) &nbsp; You are here: Home \u00bb Osservatorio Cina<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-42297","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42297"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42297\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42298,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42297\/revisions\/42298"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}