{"id":42520,"date":"2025-04-09T11:55:48","date_gmt":"2025-04-09T09:55:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=42520"},"modified":"2025-04-09T11:55:48","modified_gmt":"2025-04-09T09:55:48","slug":"giulio-laroni-nellera-di-trump-la-sinistra-riscopre-lumanismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2025\/04\/giulio-laroni-nellera-di-trump-la-sinistra-riscopre-lumanismo\/","title":{"rendered":"Giulio Laroni: Nell&#8217;era di Trump la sinistra riscopre l&#8217;umanismo"},"content":{"rendered":"<div id=\"contentleft\" class=\"maincontent\">\n<div id=\"content\">\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/dibattiti\/\">Dibattiti<\/a> \u00bb <strong>Giulio Laroni: Nell\u2019era di Trump la sinistra riscopre l\u2019umanismo<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-64852\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Giulio Laroni: Nell\u2019era di Trump la sinistra riscopre l\u2019umanismo\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/dibattiti\/giulio-laroni-nellera-di-trump-la-sinistra-riscopre-lumanismo\/\" rel=\"bookmark\">Giulio Laroni: Nell\u2019era di Trump la sinistra riscopre l\u2019umanismo<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da Giulio Laroni\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/giulio-laroni\/\" rel=\"author\">Giulio Laroni<\/a> | 9 Aprile 2025 | <a title=\"Comments for Giulio Laroni: Nell\u2019era di Trump la sinistra riscopre l\u2019umanismo\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/dibattiti\/giulio-laroni-nellera-di-trump-la-sinistra-riscopre-lumanismo\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\" data-app-id=\"11307344\" data-app-id-name=\"post_above_content\" data-app=\"share_buttons\" data-title=\"Giulio Laroni: Nell\u2019era di Trump la sinistra riscopre l\u2019umanismo\" data-link=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/dibattiti\/giulio-laroni-nellera-di-trump-la-sinistra-riscopre-lumanismo\/\" data-summary=\"\">\n<div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-container shareaholic-ui shr-no-print shareaholic- shareaholic-rectangle shareaholic- shareaholic-top-counter shareaholic- shareaholic- shareaholic-left-align  shr-sharebuttons-inpage shareaholic-top-counter shareaholic-rectangle\">\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-wrapper shareaholic-ui \">\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-animation-wrapper \">\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading shareaholic-custom\">\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading-text\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\" data-app-id=\"11307344\" data-app-id-name=\"post_above_content\" data-app=\"share_buttons\" data-title=\"Giulio Laroni: Nell\u2019era di Trump la sinistra riscopre l\u2019umanismo\" data-link=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/dibattiti\/giulio-laroni-nellera-di-trump-la-sinistra-riscopre-lumanismo\/\" data-summary=\"\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-64856\" src=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/ren-senso-umanita\u0300-carattere.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"217\" \/><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><em>Pubblichiamo con il consenso dell\u2019autore questo articolo di Giulio Laroni apparso sull\u2019Avanti del 4 aprile.<\/em><\/p>\n<p><strong>Giulio Laroni <\/strong><\/p>\n<p><strong>Nell\u2019era di Trump la sinistra riscopre l\u2019umanismo<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019egemonia delle nuove destre nel mondo sembra diventata inarrestabile. Con la sua linea di pensiero antiumanista e le sue scelte aggressivamente reazionarie, Donald Trump viene considerato da molti come l\u2019iniziatore di una fase nuova. Al di l\u00e0 della sua politica sui dazi \u2013 che uno studioso autorevole come Quinn Slobodian, in una recente intervista al Domani, ha definito come un mero frutto della disperazione \u2013 la sua ideologia in generale sembra aver spazzato via ogni categoria precedente, dalla cultura woke al politicamente corretto, dalla democrazia liberale alla societ\u00e0 aperta. In realt\u00e0, se inquadrato in un contesto pi\u00f9 ampio, il discorso trumpiano e quello dei suoi epigoni europei non rappresentano affatto uno schema originale: sono piuttosto la forma mutata di una tendenza che comincia da lontano.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da venticinque anni Colin Crouch ha tematizzato il concetto di postdemocrazia, un fenomeno attraverso il quale la democrazia si \u00e8 consegnata sempre pi\u00f9 nitidamente ad interessi economici privati e si \u00e8 allontanata in modo definitivo dal paradigma del bene comune, del welfare, dell\u2019equit\u00e0 sociale. Ci\u00f2 ne ha intaccato le fondamenta e ne ha compromesso la qualit\u00e0. Nutrita di questa atmosfera, la politica mette da parte ogni impulso etico-utopico per tradursi in mera organizzazione del consenso, grazie a un uso efficace dei social media e a un gioco sottile di narrazioni e sanzioni sociali. Ecco dunque l\u2019importanza crescente del marketing politico, il ricorso a formule mediatiche demagogiche e di facile effetto, il proliferare delle fake news. In un contesto in cui la falsa coscienza prevale, anche gli spazi per una genuina, libera discussione si fanno pi\u00f9 stretti, e il free speech diventa per tutti un fatto scomodo. Pochi, credo, pensano ancora che le destre abbiano a cuore la libert\u00e0 di espressione e non ne siano invece delle decise avversarie. Molteplici sono le evidenze: dalle amministrazioni repubblicane in Usa che tolgono i libri gender dalle scuole \u2013 rendendosi responsabili di vere e proprie forme di cancel culture \u2013 alle recenti pressioni di Jeff Bezos sul Washington Post.<\/p>\n<p>A questa tendenza il mondo progressista statunitense ed europeo ha del resto contribuito non poco, abbandonando quasi del tutto \u2013 tranne alcune felici eccezioni \u2013 le lotte per dei salari pi\u00f9 equi, per una pi\u00f9 giusta distribuzione della ricchezza, e non da ultimo per un reale pluralismo. Interessanti sono i riflessi di tutto questo nel dibattito intellettuale ed accademico. L\u2019antico e gi\u00e0 forte discorso antiumanista, che nel Novecento ha avuto tanti propugnatori, negli ultimi vent\u2019anni si \u00e8 profondamente radicalizzato. Il tema dell\u2019emancipazione dell\u2019essere umano da ogni reificazione ha ceduto il posto a forme aggressive di identitarismo e di essenzialismo culturale, che hanno portato persino al ritorno in certi settori della sinistra di forme di biologismo razziale (giustamente denunciate da intellettuali afroamericani come Adolph Reed Jr. e Cedric Johnson) nel nome della razzializzazione. ll pensiero intersezionale, gi\u00e0 piuttosto fragile sul piano teorico (a differenza delle ben pi\u00f9 complesse elaborazioni francofortesi) si \u00e8 spesso irrigidito in una pedagogia puramente simbolica e punitiva; gli studi postcoloniali hanno perso l\u2019occasione di farsi lotta contro i nuovi imperialismi (come quello, ad esempio, di Vladimir Putin). Quanto agli studi di genere, non di rado le voci del femminismo libertario e antiautoritario sono state marginalizzate, escluse, tacitate (si pensi ad esempio a Nadine Strossen). I temi dell\u2019ecologismo, che in realt\u00e0 avrebbero una profonda attinenza con il riscatto dell\u2019umano, sono stati tenuti frequentemente slegati da un\u2019analisi di classe e sono stati presto adottati dal grande capitalismo. L\u2019antispecismo, infine, ha a sua volta posto la questione dei diritti delle specie non umane in un modo spesso ambiguo e aporetico. In generale, comunque, si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 raro un discorso sulla lotta contro la razionalit\u00e0 del dominio \u2013 per usare una categoria francofortese \u2013 nel nome della libert\u00e0 e della solidariet\u00e0 planetaria tra gli esseri umani. In qualche modo sono dunque mancati gli strumenti teorici per rispondere all\u2019avanzata di un sovranismo che fa dell\u2019autoritarismo e della mortificazione dell\u2019Altro le proprie bandiere; anzi, si potrebbe dire che \u00e8 anche da una generale messa in questione dell\u2019umano che \u00e8 stata partorita l\u2019ondata sovranista.<\/p>\n<p>Negli ultimissimi anni, tuttavia, qualcosa fa pensare che a sinistra stia lentamente facendosi strada una tendenza nuova. Sia negli Stati Uniti che in Europa, infatti, alcune iniziative suggeriscono un rinnovato interesse per l\u2019umanismo dopo la lunga ubriacatura postmoderna.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito della prassi politica, si \u00e8 assistito negli Stati Uniti a un ritorno in grande stile di Bernie Sanders, l\u2019esempio forse pi\u00f9 coerente di un socialismo umanista in grado di contrapporsi al trumpismo; lo stesso Sanders che, nella campagna per le primarie del 2020, ebbe tra i suoi sostenitori proprio pensatori come Adolph Reed Jr. o Cedric Johnson, che proponevano una piattaforma alternativa a quella dell\u2019identitarismo.<\/p>\n<p>Anche nel mondo accademico si registrano alcuni rassicuranti segnali. Oliver Kozlarek, studioso tedesco sempre interessante, ha pubblicato lo scorso anno per Lexington un volume dal titolo \u201cThe Critical Humanism of the Frankfurt School as Social Critique\u201d, che legge la Scuola di Francoforte come una forma di umanismo radicale in grado di rispondere ai nuovi fascismi della societ\u00e0 contemporanea, attraverso una complementarit\u00e0 tra l\u2019umanismo dialettico di Adorno e quello normativo di Erich Fromm, ma anche con riferimenti a Horkheimer e Marcuse. Una lettura che mette apertamente in discussione altre interpretazioni, anche opposte, della teoria critica.<\/p>\n<p>Anche in Italia sono usciti negli ultimi anni alcuni testi significativi. Sempre l\u2019anno scorso l\u2019Universit\u00e0 per Stranieri di Siena, nell\u2019ambito del progetto di ricerca \u201cAsian community and Europe\u201d, ha pubblicato uno stimolante saggio dal titolo \u201cUmanit\u00e0: una nozione esclusivamente occidentale? Ripensare oggi i diritti umani con risorse della Cina antica\u201d. L\u2019autrice del saggio, la sinologa Amina Crisma, propone di accostarsi all\u2019umanismo in un modo non colonialista n\u00e9 occidentalocentrico, e ritrova nel pensiero confuciano preziosi strumenti in tal senso. Il discorso di Confucio, in particolare nella lettura di Mencio, rivela un possibile tratto da cui far partire questa nozione di umanit\u00e0: non pi\u00f9 i valori dell\u2019uomo bianco da estendere arbitrariamente al resto del mondo, ma un\u2019attitudine transculturale all\u2019empatia e alla cura, che trova espressione nel concetto cinese di \u201cren\u201d.<\/p>\n<p>Seguendo un percorso diverso ma parallelo, nel 2023 Lucio Cortella ha scritto per Laterza \u201cL\u2019Ethos del riconoscimento\u201d, un saggio che parte da Hegel per sostenere una sorta di naturale inclinazione umana al riconoscimento dell\u2019Altro, che ha origini insieme innate e storiche. Cortella, esponente della teoria italiana del riconoscimento, si distanzia in alcuni punti dalle formulazioni di Axel Honneth, sia per il suo uso della Fenomenologia dello Spirito come fonte privilegiata (laddove Honneth si concentra sulla Filosofia dello spirito jenese), sia per la sua indagine su autori nuovi, come lo psicologo evoluzionista Michael Tomasello, che hanno mostrato sperimentalmente come uno dei tratti salienti dell\u2019homo sapiens sia proprio l\u2019impulso a riconoscere l\u2019Altro da s\u00e9, con buona pace di certo darwinismo sociale.<\/p>\n<p>Sia Crisma che Cortella insistono su un punto: la relazione non deriva dal soggetto, ma gli preesiste. La relazionalit\u00e0 \u00e8 dunque al centro di tutto.<\/p>\n<p>Anche sul fronte del convegni non sono mancate le sorprese. Lo scorso 26 marzo all\u2019Universit\u00e0 di Bologna si \u00e8 tenuta una giornata dedicata a Vittorio Capecchi, celebre sociologo italiano e fondatore della storica rivista \u201cInchiesta\u201d, da sempre concentrata su un marxismo aperto, libero e interdisciplinare. Umanista critico, Capecchi era una figura estremamente all\u2019avanguardia nel panorama della sinistra italiana. Come ha sottolineato Amina Crisma, che di Capecchi \u00e8 stata la moglie, per lui il senso dell\u2019umanit\u00e0 era \u201cvita vissuta, prassi, modo di essere prima che di pensare\u201d, e la sua regola \u2013 che risuona di particolari significati nell\u2019era del trumpismo \u2013 era \u201cil coraggio della speranza in tempi bui\u201d.<\/p>\n<p>Al convegno, che ha riunito alcuni degli esponenti pi\u00f9 acuti dell\u2019intellettualit\u00e0 italiana \u2013 oltre a Crisma, Franca Bimbi, Donata Meneghelli, Massimo Buscema e molti altri \u2013 e del sindacato \u2013 come il socialista Roberto Alvisi, Mario Agostinelli, Angiolo Tavanti \u2013 \u00e8 emerso il ritratto di un pensatore che ha immaginato una sinistra diversa, alternativa al marxismo ortodosso ma anche a certe forme di identitarismo oggi di moda; che ha offerto illuminanti chiavi di lettura per accostarsi ai temi dell\u2019equit\u00e0 sociale, del femminismo, della disabilit\u00e0 senza quei tratti pedagogici e borghesi di un certo accademismo odierno.<\/p>\n<p>Alla fine dello scorso anno, poi, l\u2019Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli ha proposto due seminari di particolare rilevanza. Il pi\u00f9 recente, tenuto dal prof. Marco Russo dell\u2019Universit\u00e0 di Salerno, si intitolava \u201cHumanitas. Genealogia e avvenire di una parola chiave\u201d e passava in rassegna il lungo percorso del paradigma dell\u2019humanitas nella filosofia del Novecento, fino al fuoco di fila delle critiche pi\u00f9 recenti. Accanto alla necessit\u00e0 di non ricadere nell\u2019eurocentrismo o nell\u2019occidentalocentrismo, Russo ha anche sottolineato le contraddizioni di alcune delle forme contemporanee di pensiero postumano, postcoloniale, antispecista, sostenendo che al momento in nessuno di questi ambiti sia emerso un paradigma in grado di sostituire in modo convincente quello dell\u2019humanitas. L\u2019altro convegno, a ottobre, era dedicato alla Lettera sull\u2019umanismo di Heidegger, testo centrale per molto antiumanismo del Novecento. Relatore \u00e8 stato Paolo Vinci, uno dei pi\u00f9 raffinati esponenti della teoria critica italiana, del quale sono importantissimi anche i lavori sul tema del riconoscimento.<\/p>\n<p>Tutto questo testimonia un inaspettato, crescente interesse per un concetto che in molteplici occasioni era stato dato per superato. \u00c8 come se l\u2019exploit del mondo reazionario stesse suscitando in risposta un ritorno al tema della critica dell\u2019ideologia e dell\u2019emancipazione dell\u2019umano. Queste elaborazioni potrebbero essere una strada possibile per formulare una risposta teorica al sovranismo e per demistificare le narrazioni delle nuove destre. Vedremo cosa accadr\u00e0. Ricordando la lezione di Capecchi: il coraggio della speranza in tempi bui.<\/p>\n<p><strong><em>Giulio Laroni<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Tratto da <a href=\"https:\/\/www.avantionline.it\/nellera-di-trump-la-sinistra-riscopre-lumanismo\/\">https:\/\/www.avantionline.it\/nellera-di-trump-la-sinistra-riscopre-lumanismo\/<\/a><\/p>\n<p><u>Giulio Laroni<\/u><\/p>\n<p>Critico cinematografico, documentarista, ha scritto per vari quotidiani e riviste, tra cui Il Riformista, L\u2019Avanti!, L\u2019Unit\u00e0. \u00c8 autore di un libro-intervista a Roger Corman, \u201cIl cinema secondo Corman\u201d (Ed. Biblion, 2016, con la prefazione di Goffredo Fofi). Ha scritto anche di politica ed \u00e8 stato curatore di un\u2019antologia di scritti di Riccardo Lombardi (Ed. Biblion, 2009, con la prefazione di Nerio Nesi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it) You are here: Home \u00bb Dibattiti \u00bb Giulio Laroni: Nell\u2019era di<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-42520","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42520","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42520"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42520\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42521,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42520\/revisions\/42521"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42520"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42520"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42520"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}