{"id":42592,"date":"2025-07-15T16:54:21","date_gmt":"2025-07-15T14:54:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=42592"},"modified":"2025-07-15T16:54:21","modified_gmt":"2025-07-15T14:54:21","slug":"matteo-sgorbati-dalloracolo-allinconscio-e-ritorno-una-riflessione-sulle-vie-moderne-al-classico-dei-mutamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2025\/07\/matteo-sgorbati-dalloracolo-allinconscio-e-ritorno-una-riflessione-sulle-vie-moderne-al-classico-dei-mutamenti\/","title":{"rendered":"Matteo Sgorbati: Dall&#8217;oracolo all&#8217;inconscio e ritorno. Una riflessione sulle vie moderne al Classico dei Mutamenti"},"content":{"rendered":"<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/cina-politica-lavori-diritti\/\">Osservatorio Cina<\/a> \u00bb <strong>Matteo Sgorbati: Dall\u2019oracolo all\u2019inconscio e ritorno. Una riflessione sulle vie moderne al Classico dei mutamenti<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-64955\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Matteo Sgorbati: Dall\u2019oracolo all\u2019inconscio e ritorno. Una riflessione sulle vie moderne al Classico dei mutamenti\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/matteo-sgorbati-dalloracolo-allinconscio-e-ritorno-una-riflessione-sulle-vie-moderne-al-classico-dei-mutamenti\/\" rel=\"bookmark\">Matteo Sgorbati: Dall\u2019oracolo all\u2019inconscio e ritorno. Una riflessione sulle vie moderne al Classico dei mutamenti<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da Matteo Sgorbati\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/matteo-sgorbati\/\" rel=\"author\">Matteo Sgorbati<\/a> | 15 Luglio 2025 | <a title=\"Comments for Matteo Sgorbati: Dall\u2019oracolo all\u2019inconscio e ritorno. Una riflessione sulle vie moderne al Classico dei mutamenti\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/matteo-sgorbati-dalloracolo-allinconscio-e-ritorno-una-riflessione-sulle-vie-moderne-al-classico-dei-mutamenti\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\" data-app-id=\"11307344\" data-app-id-name=\"post_above_content\" data-app=\"share_buttons\" data-title=\"Matteo Sgorbati: Dall\u2019oracolo all\u2019inconscio e ritorno. 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Entrato nel Novecento come residuo \u201cconfuciano\u201d del morente sistema imperiale, considerato da molti superfluo se non addirittura d\u2019ostacolo alla modernizzazione della Cina, questo classico ne usc\u00ec sorprendentemente trionfante, tornando alla ribalta come simbolo della perenne attualit\u00e0 ed eccezionalit\u00e0 dell\u2019eredit\u00e0 culturale cinese. Come si \u00e8 prodotta questa situazione?<\/p>\n<p>Un primo indizio viene dalla natura stratificata del testo, composto nel corso di oltre un millennio ed espressione di molteplici voci: da quelle di una civilt\u00e0 dell\u2019et\u00e0 del bronzo che ignorava la navigazione, fino ai discorsi daoisti, confuciani e cosmologici del periodo degli Stati Combattenti (453-221 a.C.) e Han (206 a.C.-220 d.C.). Questa profondit\u00e0 storica e concettuale rende il testo aperto a molteplici usi e interpretazioni. Come indicato sapientemente da Amina Crisma e Vittorio Capecchi (\u201cPrefazione\u201d, in Matteo Sgorbati, <em>L\u2019I Ching a Eranos<\/em>, Orientexpress, 2021), proprio per questa sua versatilit\u00e0 il <em>Classico dei mutamenti<\/em> ha svolto per secoli il ruolo di \u201cGrande Codice\u201d, continuando ancora oggi a ispirare pensatori cinesi e della diaspora nella ricerca di un ponte creativo tra passato e presente, tra pensiero europeo e quello cinese.<\/p>\n<p>In un\u2019epoca dominata da un ethos rivoluzionario e mentre il Movimento del Quattro Maggio (1919) invitava le nuove generazioni a rompere con il passato per abbracciare i nuovi valori della scienza, del progresso e della razionalit\u00e0, divinazione e pensiero cosmologico divennero l\u2019emblema della superstizione e arretratezza del Paese. Eppure, proprio nel momento in cui l\u2019autorevolezza del<em> Classico dei mutamenti<\/em> veniva messa in discussione dagli intellettuali cinesi delle grandi citt\u00e0, il testo fu \u201cscoperto\u201d dallo psichiatra Carl Gustav Jung. Nei suoi ritiri solitari sulle rive del Lago di Zurigo, in una casa volutamente priva di elettricit\u00e0 e acqua corrente, Jung si avvicin\u00f2 alla divinazione cinese in cerca di conferme transculturali al proprio metodo analitico. In seguito, si serv\u00ec dell\u2019<em>I Ching<\/em> in ambito clinico per l\u2019esplorazione dell\u2019inconscio e il trattamento di uno dei disturbi pi\u00f9 diffusi della modernit\u00e0: la nevrosi.<\/p>\n<p>A poco a poco, uno dei testi pi\u00f9 influenti e frequentati della storia cinese venne \u201cconquistato\u201d \u2014 per riprendere una celebre espressione freudiana \u2014 da una disciplina scientifica relativamente nuova: la psicologia. Inserito in un contesto del tutto inedito, quello clinico, il <em>Classico dei mutamenti<\/em> fu reinterpretato alla luce delle pratiche psicoterapeutiche moderne. Secondo Geoffrey Redmond e Tze-ki Hon (<em>Teaching the I Ching<\/em>, Oxford University Press, 2014), l\u2019<em>I Ching <\/em>che Jung contribu\u00ec a popolarizzare costituirebbe addirittura un\u2019opera distinta rispetto all\u2019<em>Yijing <\/em>di partenza.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 la loro analisi metta in luce i limiti delle riletture moderne del classico, l\u2019enfasi sulla discontinuit\u00e0 rischia tuttavia di oscurare i possibili elementi di continuit\u00e0 (reali o anche solo immaginati) che ne hanno favorito la ricezione in epoche e contesti diversi. Dopo aver raggiunto diversi Paesi europei e gran parte del Nord e Sud America, a partire dagli anni Ottanta l\u2019interpretazione junghiana dell\u2019<em>I Ching<\/em> inizi\u00f2 a diffondersi anche in Cina, trovando accoglienza nel clima postmaoista di aperture. Da un lato entr\u00f2 in risonanza con il rinnovato interesse per l\u2019opera noto come la \u201cfebbre del <em>Classico dei m<\/em><em>utamenti<\/em>\u201d (<em>Yijing re <\/em>\u6613\u7d93\u71b1); dall\u2019altro diede un impulso significativo allo sviluppo della psicoterapia cinese.<\/p>\n<p>Di fronte a questo quadro, sorge la questione del significato storico e delle implicazioni pratiche della rilettura psicologica del <em>classico<\/em>. Restringendo ulteriormente il campo, possiamo formulare la seguente domanda: gli usi psicoterapeutici di questo antico manuale divinatorio nella Cina contemporanea rappresentano una sorta di <em>tradizione alterata<\/em> frutto dell\u2019innesto di idee moderne e percepite come straniere in un contesto storico-culturale-linguistico ridotto a mero sfondo, oppure un <em>espediente<\/em> per rilanciare e legittimare pratiche antiche in chiave moderna? Per rispondere a tale domanda occorre anzitutto prestare attenzione alle dinamiche globali qui coinvolte.<\/p>\n<p>Il concetto di \u201cglobalizzazione di ritorno\u201d (<em>return globalization<\/em>) proposto dall\u2019antropologa Kathinka Fr\u00f8ystad si rivela utile alla nostra indagine. Guardare alla storia di pratiche e\/o idee in una prospettiva transnazionale mostra come, una volta cadute in disuso in un certo periodo, esse possano essere riscoperte e rivalutate dopo aver \u201cmaturato\u201d nuove forme e significati all\u2019estero. (Questa circolazione \u00e8 anche nota come \u201ceffetto pizza\u201d.) In altre parole, il trasferimento di un sapere pu\u00f2 rafforzarne l\u2019identit\u00e0 e mantenerla viva nel tempo.<\/p>\n<p>Nel caso cinese, la \u201cscoperta\u201d della rilevanza psicologica di pratiche e saperi autoctoni si \u00e8 confrontata a partire dagli anni Ottanta con una realt\u00e0 profondamente segnata da decenni di rivoluzioni e riforme. La globalizzazione di ritorno, dunque, non ha rappresentato un semplice recupero in chiave scientifica di radici culturali perdute, ma un processo di adattamento transculturale che si \u00e8 fatto carico dei nuovi vincoli materiali, spirituali e ideologici della societ\u00e0 contemporanea. In tal senso, le dinamiche globali che si osservano oggi in Cina perseguono obiettivi diversi da quelli promossi in contesti europei o nordamericani, delineando una via \u201ccinese\u201d di accesso alla modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Sulla scorta dell\u2019interpretazione di Jung del pensiero cinese, alcuni psicoterapeuti cinesi interessati all\u2019identit\u00e0 culturale della propria disciplina hanno visto nel <em>Classico dei mutamenti<\/em> una fonte autoctona per lo sviluppo della psicologia. Nel farlo, enfatizzano la nozione di <em>xin<\/em> \u5fc3, un termine chiave del pensiero cinese che indica con un\u2019accezione ampia sia il \u201ccuore\u201d e la \u201cmente\u201d che il concetto di \u201ccentro\u201d. Sebbene Jung abbia fatto riferimento al <em>xin<\/em> nei suoi studi sul pensiero cinese, non lo ha mai tematizzato in modo approfondito. L\u2019esplorazione \u2013 e, per certi aspetti, la reificazione \u2013 della dimensione psicologica del <em>xin<\/em> \u00e8 stata tuttavia rivendicata dai suoi \u201ceredi\u201d cinesi, come discusso pi\u00f9 sotto.<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019esegesi clinica<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019intento di \u201cdifendere\u201d (<em>wei<\/em> \u885b) l\u2019eredit\u00e0 culturale cinese, il missionario-sinologo Richard Wilhelm tradusse in tedesco il <em>Classico dei mutamenti<\/em> con l\u2019aiuto di Lao Naixuan \u52de\u4e43\u5ba3, ex funzionario e letterato che Wilhelm elev\u00f2 a maestro di una \u201csaggezza cinese\u201d giudicata astorica. Dal canto suo, Lao trov\u00f2 in Wilhelm non solo un allievo rispettoso delle maniere confuciane, ma anche un missionario influente capace di offrire protezione alla sua persona e ai classici nel turbolento periodo postrivoluzionario.<\/p>\n<p>Grazie a questo sodalizio si deve la traduzione commentata del <em>Classico dei mutamenti<\/em> pubblicata nel 1924, che fu a sua volta ritradotta in altre lingue, contribuendo alla rapida globalizzazione e popolarizzazione del classico. (Degno di nota \u00e8 la citazione dell\u2019<em>I Ching,<\/em> con la pronuncia inglesizzata in \u201cai ching\u201d, nel brano God di John Lennon.) Nel 1950, uscirono sia la traduzione in inglese a opera dell\u2019analista americana Cary Baynes che quella in italiano, curata da Bruno Veneziani. Quest\u2019ultimo era il cognato di Italo Svevo, nonch\u00e9 ex paziente di Freud. Veneziani complet\u00f2 la traduzione su consiglio del suo nuovo analista, lo junghiano Ernst Bernhard.<\/p>\n<p>La traduzione di Wilhelm fu decisiva per aprire la strada a una lettura psicologica del classico. Presentando l\u2019opera al pubblico tedesco, Wilhelm arricch\u00ec la sua versione con commenti originali che intrecciavano interpretazioni neoconfuciane con la filosofia tedesca e nozioni moderne come l\u2019inconscio e l\u2019entropia. (Questi commenti inseriti all\u2019interno del testo tradotto sono facilmente equivocabili come parti del classico stesso, circostanza gi\u00e0 denunciata dal sinologo Alfred Forke nel 1925.) In particolare, Wilhelm interpret\u00f2 la divinazione come un\u2019attivazione dell\u2019inconscio, richiamandosi al concetto-chiave di \u201cconsonanza simpatetica\u201d (<em>ganying<\/em> \u611f\u61c9), cio\u00e8 l\u2019interazione sottile tra universo, esseri senzienti e societ\u00e0. In epoca imperiale, questo sistema di correlazioni forn\u00ec la base concettuale allo sviluppo dell\u2019etichetta (<em>li<\/em> \u79ae), il complesso di norme e rituali che regolava la vita sociale e politica del Regno di Mezzo.<\/p>\n<p>In un passo cosmologico del <em>Classico dei mutamenti<\/em> si afferma che \u201cil Cielo e la Terra si stimolano reciprocamente, e cos\u00ec la miriade dei fenomeni si manifesta; i saggi stimolano il cuore degli uomini, portando armonia e pace\u201d. Commentando questo brano, Wilhelm spieg\u00f2 che la parola <em>gan<\/em> \u611f (\u201csensazione\u201d, \u201caffezione\u201d) nel binomio <em>ganying<\/em> \u00e8 formata dall\u2019aggiunta del radicale <em>xin<\/em> (reso da Wilhelm con \u201ccuore\u201d) al carattere <em>xian<\/em> \u54b8 (tradizionalmente interpretato nel senso di \u201cstimolazione\u201d), aggiunta che indicherebbe il ruolo dell\u2019inconscio nella \u201cconsonanza simpatetica\u201d tra l\u2019essere umano e il cosmo.<\/p>\n<p>Con Jung, la psicologizzazione \u2013 ovvero la lettura del testo non tanto come prodotto storico o speculativo ma in quanto \u201cdocumento psicologico\u201d \u2013 dell\u2019<em>I Ching <\/em>inaugurata da Wilhelm assunse aspetti marcatamente clinici. Lo psichiatra svizzero, infatti, vide in questo classico non solo una conferma alla sua famosa teoria delle coincidenze significative tra psiche e materia nota come sincronicit\u00e0, ma soprattutto un prezioso strumento analitico per l\u2019attivit\u00e0 psicoterapeutica. In particolare, Jung interpret\u00f2 il processo divinatorio come un mezzo per far emergere i contenuti inconsci e moralmente inaccettabili della psiche identificati come l\u2019\u201cOmbra\u201d.<\/p>\n<p>In alcuni casi clinici, l\u2019uso dell\u2019<em>I Ching <\/em>si rivel\u00f2 utile per superare resistenze razionalistiche e favorire lo sviluppo di una personalit\u00e0 pi\u00f9 integrata. Proprio grazie alla sua origine premoderna \u2013 in <em>Divinazione e sincronicit\u00e0<\/em> (Tlon, 2019) la junghiana Marie-Louise von Franz defin\u00ec l\u2019opera \u201cprimitiva\u201d \u2013 il testo oracolare apriva a dimensioni della psiche divenute inaccessibili alla mentalit\u00e0 moderna, dominata da intellettualismo, unilateralismo e moralismo.<\/p>\n<p>Tramite un laborioso processo di traduzione, esegesi, reinvenzione e psicologizzazione, il <em>xin<\/em> gioc\u00f2 dunque un ruolo fondamentale nel collegare il pensiero cinese alla psicologia junghiana, facendo della divinazione una porta aperta sull\u2019inconscio. Ma mentre Jung non approfond\u00ec il <em>xin<\/em> e anzi sostenne pi\u00f9 volte la necessit\u00e0 di mantenere il suo modello psicologico saldamente ancorato a quella che considerava la tradizione spirituale \u201coccidentale\u201d, nella Cina contemporanea questo concetto, pi\u00f9 che quello di inconscio, \u00e8 divenuto strumentale allo sviluppo della psicologia analitica.<\/p>\n<p><strong><em>Il cuore della psicologia cinese<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Sebbene le teorie di Jung circolassero in Cina fin dagli anni Venti, fu solo durante l\u2019era dell\u2019apertura economica inaugurata da Deng Xiaoping nel 1978 che iniziarono a diffondersi su larga scala. A partire dalla fine degli anni Settanta, inoltre, la psicologia smise di essere vista come un prodotto dell\u2019ideologia borghese e fu invece valorizzata dal Partito comunista cinese come strumento per costruire una Cina moderna e socialista. In questo nuovo clima, agli psicologi fu affidato il compito di sviluppare una psicologia con caratteristiche cinesi, secondo la definizione dello psicologo Pan Shu \u6f58\u83fd. Riprendendo l\u2019idea di \u201csinizzazione\u201d (<em>zhongguohua<\/em> \u4e2d\u570b\u5316) che il giovane Pan stesso aveva gi\u00e0 proposto negli anni Trenta, si afferm\u00f2 la necessit\u00e0 di adattare teorie e pratiche psicologiche alle specificit\u00e0 culturali, storiche e sociali del Paese. Allo stesso tempo, molti professionisti iniziarono una ricerca sistematica del \u201cpensiero psicologico\u201d (<em>xinlixue sixiang<\/em> \u5fc3\u7406\u5b78\u601d\u60f3) nel patrimonio filosofico e culturale cinese.<\/p>\n<p>In questo contesto si inserisce il lavoro di Shen Heyong \u7533\u8377\u6c38 dell\u2019Universit\u00e0 di Macau, il primo psicoterapeuta di formazione junghiana in Cina e promotore di una psicologia centrata sul concetto di <em>xin<\/em>. Shen ha messo in luce l\u2019importanza del concetto di <em>xin<\/em> \u2013 che interpreta quasi esclusivamente nel senso di \u201ccuore\u201d \u2013 nella lingua e cultura cinese fin dai tempi delle ossa oracolari, rivendicando per la Cina il ruolo di \u201cterra natia\u201d (<em>guxiang<\/em> \u6545\u9109) della psicologia. A sostegno della sua tesi, ha sottolineato come molti caratteri cinesi che esprimono stati emotivi o mentali contengano al loro interno il componente <em>xin<\/em>, segno, secondo lui, di una radicata tradizione psicologica autoctona.<\/p>\n<p>Attivo anche sul piano internazionale, Shen Heyong partecip\u00f2 a numerosi convegni all\u2019estero. Nel 1997 prese parte per la prima volta ai celebri colloqui di Eranos in Svizzera (a cui torner\u00e0 anche nel 2007 e nel 2019), dove sostenne che il <em>Classico dei mutamenti<\/em> rappresenta una delle fondamenta culturali della psicologia cinese, espressione di quella che defin\u00ec \u201cpsicologia del cuore\u201d (<em>psychology of the heart<\/em>). A suo avviso, questa tradizione psicologica fondata sul concetto di <em>xin<\/em> fu messa in ombra dall\u2019introduzione della psicologia scientifica agli inizi del Novecento. La traduzione di \u201cpsicologia\u201d con il neologismo <em>xinlixue<\/em> \u5fc3\u7406\u5b78 (lett.,\u00a0 \u201cstudio del principio della mente\u201d) avrebbe infatti alterato il senso originario di <em>xin<\/em>, inteso eticamente come \u201ccuore\u201d, riducendolo a un\u2019idea pi\u00f9 astratta e funzionale di psiche. Cos\u00ec si esprimeva:<\/p>\n<p><em>Non appena il termine <strong>xinlixue<\/strong> fu usato per tradurre la psicologia occidentale, i cinesi trovarono una nuova mente, una nuova scienza e una nuova disciplina. Questo \u00e8 ci\u00f2 che la psicologia \u00e8 diventata oggi in Cina. Ma una volta accettato il termine, perdemmo anche il nostro cuore; il cuore perse il suo significato. Lo \u201c<strong>studio del cuore\u201d (xinxue <\/strong><strong>\u5fc3\u5b78<\/strong><strong>)<\/strong> cinese divenne una disciplina in stile occidentale. La relazione naturale tra cuore e psicologia nella tradizione culturale cinese si spezz\u00f2. Dunque, il mio compito qui \u00e8 cercare di ritrovare il \u201ccuore\u201d cinese perduto e recuperarne il significato.<\/em><\/p>\n<p>Da allora, Shen sostiene che la psicologia cinese dovrebbe rimettere al centro il significato profondo di <em>xin<\/em>, riattivando una tradizione incentrata sul \u201ccuore\u201d interrotta dall\u2019arrivo della \u201cpsicologia occidentale\u201d. Oltre a motivazioni legate allo sviluppo di una psicologia indigena (<em>indigenous psychology<\/em>), Shen attribuisce al quella che chiama la \u201cpsicologia del cuore\u201d anche un valore scientifico fondamentale: mentre le scuole europee e nordamericane tenderebbero a frammentare l\u2019essere umano in modelli astratti spesso in conflitto tra loro, la psicologia cinese fondata sul <em>xin<\/em> offre invece una visione olistica ed etica dell\u2019essere umano, capace di integrare corpo, comportamento, emozioni, pensiero e dimensione spirituale.<\/p>\n<p>Nella sua seconda conferenza a Eranos (2007), Shen Heyong approfond\u00ec il concetto di <em>xin<\/em>, distinguendone tre significati fondamentali: (1) fisiologico, in cui il cuore \u00e8 visto come fonte della vita; (2) psicologico, che lo interpreta come sintesi dei processi mentali ed emotivi; e (3) metafisico, dove il cuore rappresenta la mente e il centro del Cielo e del Dao. Queste tre dimensioni del cuore legano elementi umani al non umano, fornendo la base a una psicologia che non separa mai l\u2019individuo dalla dimensione cosmologica e relazionale-sociale \u2014 un approccio programmaticamente in contrasto con l\u2019individualismo e il dualismo percepiti come costitutivi della tradizione psicologica \u201coccidentale\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019idea di psicoterapia elaborata da Shen Heyong mette al centro una connessione essenziale tra individuo, societ\u00e0 e sistema cosmico, un legame reso possibile attraverso il concetto di <em>xin<\/em>. La sua attivit\u00e0 di conferenziere di successo ha fatto di lui quasi un \u201cguru\u201d junghiano riconosciuto anche da colleghi americani e italiani, mentre la formazione di numerosi allievi e terapeuti segna un momento chiave nello sviluppo e trasmissione di una psicologia cinese capace di integrare saperi autoctoni e modernit\u00e0 scientifica. In questa prospettiva, Shen e altri psicoterapeuti come Li Mengchao \u674e\u5b5f\u6f6e recuperano dal <em>Classico dei mutamenti<\/em> il concetto di \u201cpurificazione del cuore\u201d (<em>xixin<\/em> \u6d17\u5fc3) tramite la consultazione dell\u2019oracolo, conferendo alla psicoterapia un imprinting confuciano. Il colloquio clinico diventa cos\u00ec parte di un pi\u00f9 ampio cammino etico, volto alla crescita personale tramite la ricerca dell\u2019armonia nelle relazioni con la societ\u00e0 e il mondo.<\/p>\n<p><strong><em>Conclusioni: prescrivere la tradizione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Lo sviluppo della psicologia analitica in Cina si intreccia profondamente con la storia moderna del Paese e con la ricerca di una propria identit\u00e0. Secondo la psicoterapeuta di Hong Kong Shirley See Yan Ma, autrice di <em>Con i piedi fasciati: uno sguardo junghiano sulla cultura e la psicologia cinese <\/em>(Moretti &amp; Vitali, 2015), Jung offre non solo una chiave per esplorare il passato culturale della Cina e riscoprire antichi concetti psicologici, ma anche uno strumento per rafforzare la fiducia in s\u00e9, indispensabile tanto nella pratica clinica quanto nella vita quotidiana. La rilettura junghiana della \u201csaggezza cinese\u201d \u00e8 oggi diventata un segno del rinnovato interesse culturalistico per la tradizione, contribuendo alla formazione di una psicologia che si vuole autenticamente cinese, fondata sul recupero e sulla reinvenzione dei significati di \u201c<em>xin<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>A differenza della psicologia analitica di stampo europeo, rivolta come abbiamo visto all\u2019accettazione dell\u2019Ombra come via allo sviluppo autentico dell\u2019individuo, la psicologia analitica cinese invece mette al centro la coltivazione della virt\u00f9 e la socializzazione dell\u2019individuo. Enfatizzando la dimensione etica e cosmologica, gli psicologi cinesi propongono un modello alternativo e in competizione con la psicoterapia nostrana, fondato sulla nozione di <em>xin<\/em> e sulla sua purificazione. Lo scopo ultimo \u00e8 quello di rivendicare la centralit\u00e0 di pratiche e saperi precedenti alla nascita della psicologia scientifica in Europa, proponendo alla Cina \u2013 e in proiezione futura al resto del mondo \u2013 un approccio moderno al <em>Classico dei mutamenti<\/em> con caratteristiche cinese. Un approccio, in breve, in cui le logiche della sinizzazione e quelle della psicologizzazione procedono di pari passo e si alimentano a vicenda.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Matteo Sgorbati<\/strong>\u00a0ha conseguito un dottorato in cotutela in Antropologia e Lingue e culture orientali presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Perugia e l\u2019Universit\u00e0 di Ghent. I suoi interessi di ricerca vertono sui rapporti tra buddhismo cinese e psicologia moderna, a cui si aggiunge recentemente lo studio della storia culturale della psicologia in Cina. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo la monografia <em>L\u2019I Ching a Eranos: Wilhelm, Jung e la ricezione del Classico dei mutamenti <\/em>(Napoli, 2021), l\u2019articolo \u201c\u2018Cleansing the Heart\u2019 in Contemporary China\u201d (2025) e il capitolo \u201cThe Unconscious and its Buddhist Interpreters in Early Twentieth-century China\u201d (Peeters Publisher, in corso di stampa). Attualmente \u00e8 assegnista di ricerca presso l\u2019Istituto di storia e filologia dell\u2019Academia Sinica.<\/p>\n<div id=\"shr_canvas2\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\" data-app-id=\"11307345\" data-app-id-name=\"post_below_content\" data-app=\"share_buttons\" data-title=\"Matteo Sgorbati: Dall\u2019oracolo all\u2019inconscio e ritorno. 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