{"id":610,"date":"2012-07-23T11:47:22","date_gmt":"2012-07-23T11:47:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.datalexis.it\/wp\/informa_riformalavoro\/?p=610"},"modified":"2014-05-29T12:23:52","modified_gmt":"2014-05-29T12:23:52","slug":"legge-fornero-rischio-contenziosi-per-le-partite-iva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2012\/07\/legge-fornero-rischio-contenziosi-per-le-partite-iva\/","title":{"rendered":"Legge Fornero, rischio contenziosi per le partite Iva"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.datalexis.it\/wp\/informa_riformalavoro\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/contenzioso.bmp\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-611\" src=\"http:\/\/www.datalexis.it\/wp\/informa_riformalavoro\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/contenzioso.bmp\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ora quelli che possono vanno in vacanza. Ma sui tanti professionisti indipendenti, che lavorano con contratti co.co.pro. o con ingaggi a partita Iva, aleggia un&#8217; incognita: ?Cosa succeder? &#8211; si domandano questi lavoratori autonomi &#8211; alla ripresa di settembre? Saremo richiamati in azienda??. E cos? la legge Fornero rischia di realizzare un paradosso. Se, da un lato, il provvedimento non rassicura troppo la moltitudine dei parasubordinati (formalmente esterni, ma di fatto molto simili ai dipendenti veri e propri) che aveva creduto alle promesse di una bonifica del mercato del lavoro, dall&#8217; altro lato la norma rende le imprese molto circospette: temono, infatti, di veder proliferare il contenzioso da parte di quei profili &#8220;atipici&#8221;, ormai strutturali ai processi produttivi. ?La formulazione iniziale della legge era una dichiarazione di morte per noi professionisti. Ora gli emendamenti apportati migliorano un po&#8217; le cose, in parte siamo stati ascoltati?, dice Anna Soru, presidente dell&#8217; associazione Acta (consulenti del terziario avanzato). ?Tutta la norma sulle <strong>partite<\/strong> Iva &#8211; aggiunge &#8211; ? stata introdotta frettolosamente per sanare le situazioni di abuso, quelle delle false <strong>partite<\/strong> Iva. Ma noi che ci riflettiamo da molto tempo capiamo che ? molto complicato reprimere gli abusi senza danneggiare i veri liberi professionisti. E poi in alcuni punti decisivi la legge ? confusa e rischia di creare timore nelle aziende. Speriamo che i decreti attuativi specifichino meglio le cose?. Gli uffici del personale di imprese pubbliche e private sono ancora in attesa di versioni interpretative certe, che tra l&#8217; altro tengano conto anche degli emendamenti accorpati nel &#8220;decreto sviluppo&#8221;. Bocche cucite tra i responsabili delle risorse umane, dove prevale la linea attendista. Ma non ? semplice superare la diffidenza delle aziende. Ed ? sintomatico che, sotto la voce &#8220;precauzioni&#8221;, il vademecum sulla riforma Fornero pubblicato dal giornale di Confindustria, il Sole 24 Ore, suggerisca ai datori di lavoro, prima di siglare un nuovo contratto con un professionista a partita Iva, di fargli sottoscrivere un&#8217; attestazione in cui egli dichiari la sua posizione reddituale presunta nell&#8217; anno in corso. Tutto questo, al fine di sondare la &#8220;pericolosit?&#8221; del lavoratore, che verosimilmente sar? sottoposto comunque a una serie di verifiche prima di essere ingaggiato nuovamente. Tanto che in un&#8217; azienda- simbolo come la Rai, che ha visto negli ultimi anni il proliferare di figure contrattuali &#8220;atipiche&#8221;, i sindacati hanno diramato un comunicato in cui sconsigliano di firmare frettolose transazioni. La legge, va notato, ? piuttosto generosa con i datori di lavoro, specie in materia di <strong>partite<\/strong> Iva: lascia loro 12 mesi di tempo per mettersi in regola sui contratti in essere, mentre per quelli nuovi, con un emendamento inserito nel &#8220;decreto sviluppo&#8221;, passa da uno a due anni il periodo di verifica sui parametri annuali di reddito e di durata contrattuale, che possono far scattare la presunzione di rapporto non autonomo (la soglia ? l&#8217; 80% del reddito annuo dal medesimo committente e la durata contrattuale annua di 8 mesi). E poi, a rassicurare ulteriormente le aziende, ci sono tre eccezioni molto capienti. Il nuovo provvedimento, infatti, non si applica a numerosissime <strong>partite<\/strong> Iva: gli iscritti agli albi, i professionisti con &#8220;competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi&#8221; o con &#8220;capacit? teorico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze&#8221; (cos? recita le legge, che Acta definisce qui troppo vaga) e soprattutto tutti quegli autonomi che hanno un reddito superiore alla cifra lorda, piuttosto modesta, di circa 18 mila euro all&#8217; anno (al netto si pu? ridurre anche della met?). Ottimista, dal punto dei livelli di <strong>rischio<\/strong>sit?, ? Assoconsult, l&#8217; associazione che rappresenta circa 500 imprese di consulenza. Per la natura specifica e &#8220;a progetto&#8221; della loro attivit?, le aziende di questo settore ingaggiano fisiologicamente una componente cospicua di professionisti a partita Iva o co.co.pro. ?Per fortuna il governo ci ha ascoltato e ha recepito, soprattutto per le <strong>partite<\/strong>Iva, lo spirito delle nostre richieste di emendamento, che avevamo avanzato sul testo iniziale?, afferma Franco Perone, vicepresidente Assoconsult. Oltre alla soglia reddituale modesta, grazie alla quale una quota massiccia di professionisti a partita Iva risulta esclusa dal sospetto di contenzioso, l&#8217; Associazione vede nel riferimento alle &#8220;competenze di grado elevato&#8221; un ulteriore motivo di tranquillit?. ?Nel nostro settore ? fondamentale disporre di professionisti con ingaggi temporanei, fermo restando che concordiamo senza riserve con l&#8217; esigenza di combattere gli abusi?.<\/p>\n<div><a href='http:\/\/essaywriting-online.com\/' title='essay writing company'>essay writing company<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ora quelli che possono vanno in vacanza. 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